Bando periferie, la Lega: "Il PD cavalca la polemica, ecco la verità"

Le parole del Gruppo Consiliare di Sondrio della Lega

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunciato stampa realativo al Bando Periferie a firma del Gruppo Consiliare di Sondrio della Lega.

"Come al solito alcuni esponenti del PD cavalcano strumentalmente la polemica relativa al rinvio del finanziamento dei fondi per le periferie.
Non approviamo questo atteggiamento in cui si cerca di sfruttare tutti gli inciampi cui può andare incontro l'iter di un provvedimento senza però dire la verità fino in fondo.
È la strumentalizzazione di chi non ha argomenti. È una politica povera ed opportunistica.
Comunque, fatta questa doverosa premessa, veniamo ai fatti.
La precedente amministrazione di Sondrio aveva partecipato ad un bando nazionale per la riqualificazione delle periferie di città metropolitane e capoluogo di provincia ( legge 232, art 1 comma 140, dicembre 2016).
Sono stati assegnati al progetto Piastra un pacchetto di interventi per l'ammontare di 12 milioni.
Fin qui tutto bene. Un plauso alla amministrazione che è riuscita ad intercettare risorse così importanti. 
Lascia un po' l'amaro in bocca il fatto che tali risorse sono riservate alle periferie degradate, che tali sono diventate dopo 20 anni di declino non contrastato da azioni evidentemente efficaci. 
I problemi sorgono con la sentenza della Corte Costituzionale n 74 del 13 aprile 2018 che dichiara l'illegittimita' costituzionale del provvedimento periferie. La motivazione di ciò risalirebbe al mancato coinvolgimento del livello di governo interessato  nel processo decisionale (singola regione, conferenza stato regioni). 
Conseguentemente il Decreto del Governo n 91 del 25 luglio 2018 (milleproroghe) stabiliva il differimento dell'efficacia delle convenzioni concluse al 2020. 
Tale rinvio avrebbe consentito di sanare il vizio di illegittimità presente nella legge 232 (periferie). 
Da notare che il Governo si è impegnato a consentire fin da subito la copertura delle spese finora effettivamente sostenute sbloccando gli avanzi di amministrazione dei comuni, laddove presenti. In alternativa vi sarà una copertura diretta da parte dello stato o mediante l'intermediazione delle regioni. 
Un ulteriore problema è costituito dal fatto che molte città (soprattutto le più importanti) presentano dei ritardi sul cronoprogramma. Quindi appostare così tante risorse su progetti ancora lontani dalla fase definitiva comporterebbe uno spreco di risorse altrimenti utilizzabili. 
Come si può evincere da questa semplice enunciazione dei fatti questa legge per il recupero delle periferie, figlia del PD, è un grande pasticcio, mal costruita e con importanti vizi di forma che la rendono inattuabile. 
L'attuale governo sta semplicemente cercando di porre rimedio alla complessa situazione che si è creata mentre i dirigenti del PD  che strillano e lanciano strali contro il sano esercizio del buon senso cercano solamente di coprire le loro mancanze sollevando una coltre di polvere".

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