"Sant’Antòni del purscèll.."

Oggi ricorre la festa di Sant'Antonio abate, tante le tradizioni a lui collegate in Valtellina e Valchiavenna

S. Antonio abate era figura assai cara alla devozione popolare valtellinese, in quanto considerato protettore degli animali.

Veniva rappresentato con un porcellino, un campanello, un bastone o anche il fuoco in una mano. Nella sua festa (in qualche caso avviene tutt'ora) gli animali venivano portati sul sagrato delle chiese per essere benedetti; i contadini che non potevano portare le loro bestie fin lì, le facevano comunque uscire dalla stalla al rintocco della campanella che annunciava la benedizione. 

Tante sono i proverbi e le filastrocche in dialetto dedicate a Sant'Antonio, ve ne riportiamo una, che sicuramente avrà numerose varianti.

"Sant’Antòni del purscèll,
ch’el sunava el campanèll,
el campanèll el se s’cepaa,
Sant’Antòni l’è scapaa,
l’è scapaa dedree ‘na pòrta,
gh’era là ‘na cavra mòrta,
la cavra mòrta l’ha sguagnii,
Sant’Antòni el s’è stremii,
el s’è stremii d’una manèra,
che ogni ann ghe fann la fèra"

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