La Banca Popolare di Sondrio ha ceduto 1 miliardo di euro di crediti deteriorati

Il Direttore Generale, Mario Alberto Pedranzini: «Attraverso investimenti mirati, tattici e strutturali, ora potremo orientare gli sforzi al consolidamento della nostra posizione sul mercato»

Mario Pedranzini, Consigliere Delegato e Direttore Generale della banca

La Banca popolare di Sondrio ha ceduto un portafoglio di crediti deteriorati classificati a sofferenza per un ammontare di circa un miliardo al lordo delle rettifiche di valore. 

Il capitale Cet1 'fully phased' è al 15,5% e il Total Capital a circa il 18,5% «grazie alla recente emissione obbligazionaria Tier 2». La banca rinnova «la focalizzazione sulla porzione di credito deteriorato che residua, con l'obiettivo, entro il 2022, di abbattere il livello attuale di Npl ratio lordo, portandolo intorno all'8%», commenta Mario Alberto Pedranzini, Consigliere Delegato e Direttore Generale della banca.

L'utile netto consolidato del primo semestre, pari a 47 milioni (-36% rispetto allo stesso periodo 2018) risente dei contributi finalizzati alla stabilizzazione del sistema bancario (27,8 milioni lordi) e degli impatti straordinari della vendita di questo pacchetto di Npl, pari a 45 milioni lordi. Depurato da tali componenti, sottolinea la banca, il risultato netto si sarebbe attestato a circa 96 milioni.

«La rafforzata posizione patrimoniale ci permette d’ora in avanti di concentrarci sulla crescita per favorire lo sviluppo dei ricavi e incrementare il ritorno sul capitale a beneficio dei nostri azionisti. Riteniamo infatti che vi siano le opportunità e le condizioni per accelerare nell’evoluzione del modello di business della banca attraverso una maggiore diversificazione della fonte dei ricavi, l’espansione della base clienti e la difesa del cost- income, da sempre tra i migliori del sistema. Possiamo quindi, attraverso investimenti mirati, tattici e strutturali, orientare gli sforzi al consolidamento della nostra posizione sul mercato e all’esplorazione di modalità innovative finalizzate ad accedere a nuovi settori con ridotto assorbimento di capitale e ad alto valore aggiunto» ha concluso Pedranzini.

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