Commercio in montagna: è tempo di ripartire

Molto partecipato il convegno proposto a Sondrio dall’Unione del Commercio e del Turismo in collaborazione con Valtellina Turismo

I relatori del convegno

«Vogliamo contribuire a creare le condizioni migliori perché il nostro commercio di montagna possa continuare a svolgere il suo insostituibile ruolo non solo economico, ma anche in termini di aggregazione sociale all’interno della nostra comunità. Siamo consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando e non abbiamo la pretesa di tirare fuori dal cilindro la ricetta per risolvere tutti i problemi. Ci auguriamo piuttosto di sensibilizzare istituzioni, amministratori, rappresentanze ai vari livelli e i cittadini in generale sull’importanza dei piccoli negozi sotto casa, per mantenere quei servizi essenziali che fanno dei nostri paesi e delle nostre città una realtà viva, capace di esercitare una funzione attrattiva anche in ottica turistica». Come ha spiegato in apertura dei lavori la presidente dell’Unione Loretta Credaro, è stato questo l’obiettivo del convegno ‘Il commercio che fa comunità in montagna’, proposto oggi a Sondrio dall’Unione del Commercio e del Turismo in collaborazione con Valtellina Turismo.

Un incontro formativo molto partecipato, che ha visto l’intervento di relatori autorevoli ed esperti, ed è stato seguito da rappresentanti di istituzioni ed enti ma soprattutto da numerosi negozianti e pubblici esercenti. Gli operatori, infatti, sono stati i principali destinatari di questo momento di riflessione, voluto per dare un segnale di vicinanza da parte dell’associazione e offrire spunti di riflessione, ma soprattutto una nuova visione delle opportunità che si presentano oggi nella nostra realtà montana. E il feedback è arrivato subito dagli interventi istituzionali, a cominciare da quello del presidente della Provincia Elio Moretti: «Il commercio al dettaglio – ha detto – è una sfida che oggi può esistere a determinate condizioni. Il dovere preciso che abbiamo è evitare innanzitutto lo spopolamento dei nostri paesi, renderli tutti più attrattivi indipendentemente dal fatto che siano turistici o non turistici. La provincia di Sondrio è talmente bella, dal fondovalle fino a Livigno, e di questo dobbiamo essere convinti».

Molto atteso l’intervento dell’assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni Massimo Sertori, che si è soffermato sullo ‘Sviluppo sostenibile per la montagna’. «La provincia di Sondrio – ha detto Sertori - ha risorse straordinarie e sta vivendo un momento storico tra i più favorevoli per tradurre in realtà le opportunità che ha di fronte, a cominciare dalla candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026, con la prospettiva di arrivare addirittura a raddoppiare le presenza turistiche sul nostro territorio rispetto a quelle attuali. In questo scenario, le amministrazioni hanno un ruolo istituzionale fondamentale, hanno il dovere e l’obbligo di prefigurare strategie che creino condizioni di sviluppo a beneficio di tutta la comunità. Mi richiamo, quindi, al senso di responsabilità di tutti - enti, istituzioni, rappresentanze - per fare tutti insieme una battaglia per il territorio».

Forte, dunque, l’accento posto sul turismo e i prodotti di eccellenza. Il convegno non a caso si è collocato all’interno del progetto di promozione del turismo enogastronomico ‘Dalle ricette ai Save the date enogastronomici: uno storytelling moderno alla scoperta del #sapore tipico della montagna lombarda’, a valere sul bando Wonderfood and Wine di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia. 

Nell’affrontare il tema dei piccoli comuni quale patrimonio per il territorio Tiziano Maffezzini, presidente della delegazione lombarda dell’Unione Nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti Montani (Uncem) ha analizzato con dovizia di particolari il quadro della nostra provincia e ha voluto, tra l’altro, rimarcare che «Uncem ha aperto un percorso di analisi delle opportunità di sgravi fiscali e burocratici. Fare impresa in montagna è più difficile che altrove e occorre pensare a una fiscalità diversa, adatta alle zone di montagna per renderle più competitive. Un sostegno mirato, che non significa assistenzialismo».

L’economista ed esperto in materia di sviluppo locale e pianificazione Giampiero Lupatelli ha tracciato il quadro economico della montagna in Italia, fornendo una serie di dati interessanti sulle dinamiche in atto nel nostro Paese e mettendo in evidenza il declino demografico in corso in Italia soprattutto dal 2009. Ha tuttavia trasmesso un messaggio incoraggiante sull’attenzione che comincia a risvegliarsi verso la montagna. «Stiamo assistendo a quello che viene definito come una sorta di rinascimento montano, forse è una visione enfatizzata, ma di fatto abbiamo segnali di una rinnovata attenzione verso gli elementi attrattivi che la montagna offre in termini di prodotti del territorio, prodotti culturali e patrimonio naturale».

Giuliano Pellizzari, consulente di marketing e formatore nel settore retail, ha offerto agli operatori una serie di consigli e di spunti da mettere in pratica nella loro attività quotidiana, intervenendo su ‘Il valore autentico del commercio: come mettere in valore la propria attività’. Il futuro dei negozianti è quello di essere ‘autori’ di un commercio altamente specializzato e di elevata qualità, attento e sensibile alle esigenze dei clienti, e orientato a proporre, in modo personale e convincente, più servizi sia ai residenti sia ai visitatori, dando loro un motivo concreto per scegliere di fare la spesa nei loro esercizi.

In conclusione, le testimonianze di Igor Micheroli, presidente dell’Associazione Mandamentale di Chiavenna dell’Unione del Commercio e del Turismo e pubblico esercente, e di Davide Moltoni, presidente dell’Associazione Dettaglianti Alimentazione dell’Unione e commerciante, recentemente divenuto anche operatore della ricettività. Micheroli e Moltoni hanno parlato rispettivamente dell’importanza di fare rete sul territorio per realizzare un programma di eventi capaci di creare attrattività e della valorizzazione delle tipicità locali e del turismo. 

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