Sertori: «La legge sull'idroelettrico permetterà di vivere dignitosamente in montagna»

L’Assessore di Regione Lombardia alle Risorse energetiche ha partecipato, a Genova, al seminario di FederBim sul tema delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche

Sertori al tavolo dei relatori di Genova

L’Assessore di Regione Lombardia con delega a Enti locali, Montagna, Piccoli Comuni e Risorse energetiche, Massimo Sertori é intervenuto nella giornata di venerdì 29 marzo 2019, a Genova, al seminario organizzato da FederBim sul tema delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche. 

«Che voto darebbe al testo della nuova legge sull’idroelettrico?” Questa la domanda che l’assessore valtellinese ha posto in apertura del suo intervento al Professore Damiano Florenzano dell’Università di Trento il quale, intervenuto prima di lui presentando una analisi giuridica sulla nuova normativa, ha risposto con un secco “27”.

Con la legge nazionale e la declinazione della conseguente regionale, che le Regioni avranno tempo di legiferare entro il 31 marzo 2020, secondo l’assessore Sertori «daremo benzina ai territori montani che ospitano le dighe, andando ad aumentare gli investimenti economici e ad efficientare la produzione di energia idroelettrica». 

«Attraverso una gestione pubblico/privata - ha spiegato l’assessore valtellinese - potremo gestire in futuro le grandi derivazioni non guardando solo all’interesse economico che, per quanto sia legittimo, a volte non converge con gli interessi generali della collettività». 

Regione Liguria, che sul territorio ospita 5 grandi derivazioni idroelettriche, guarda con interesse al percorso che sta facendo Regione Lombardia nel settore idroelettrico. Da quest’ultima proviene circa un quarto della produzione idroelettrica nazionale, e vengono generati utili significativi: «Si tratta di circa un miliardo di introiti all’anno - ha specificato Sertori -, in una sola Lombardia che é titolare di ben 72 grandi derivazioni idroelettriche, di cui 17 scadute a partire dal 2010 e 2 scadranno quest’anno».

Una legge importante che arriva dopo 20 anni di inadempienza statale e che, alla scadenza delle concessioni, consegna i beni "bagnati", come dighe e canali, gratuitamente alle Regioni, mentre per i beni “asciutti”, come edifici o turbine, prevede un pagamento dei canoni aggiuntivi. Le regioni avranno il potere di assegnare le concessioni in maniera indipendente, e di lasciare sul territorio, dove insistono le centrali, le risorse generate che saranno utilizzare per uno sviluppo sostenibile.

«Le Regioni - ha continuato Sertori - potranno inoltre beneficiare a livello gratuito di parte di energia prodotta dalle grandi derivazioni, che potrà servire per efficientare i servizi pubblici e che per almeno la metà dovrà essere destinata alle Province dove sono allocate le dighe».

«Sono fiducioso che riusciremo entro i tempi a concludere il processo normativo regionale. Una legge che potrà diventare un modello da emulare da parte di tutte le regioni italiane. Questa é la vera chiave di svolta per fare sì che le genti che abitano in montagna possano viverci dignitosamente, contrastando effettivamente lo spopolamento. Con la nuova legge stiamo traguardando il futuro», ha concluso Massimo Sertori.

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