Intesa Sanpaolo: nel primo trimestre +5,9% l'export dei distretti lombardi

L’anno 2018 si è aperto in positivo per le esportazioni dei distretti tradizionali della Lombardia, che registrano una crescita tendenziale del 5,9% tra gennaio e marzo, a valori correnti (contro una media distrettuale nazionale pari a +2,4%), per 338 milioni di export in più rispetto al primo trimestre 2017. Il risultato brillante è da attribuirsi alle vendite sui mercati maturi, che sono aumentate dell’8,8%

Si riconferma il traino di Germania (+11,2%), Francia (+13,2%), Stati Uniti (+7,5%) e Spagna (3,6%), che rappresentano, nell’ordine qui proposto, i primi quattro sbocchi commerciali per controvalore esportato. Positiva anche la performance di export verso Svizzera (+10,3%), Austria (+25,1%), Paesi Bassi (+11,1%) e Belgio (+1,7%). Solo in lieve incremento, invece, le vendite nei mercati emergenti (+0,6%), dopo il buon dinamismo dimostrato in apertura di 2017. La Polonia si riconferma in crescita a due cifre (+12,4%). Accelerano le vendite in Turchia (+12,1%), Ungheria (+15,8%) e India (+49,7%, che corrisponde a +22,4 milioni di euro), rispetto alla performance media del 2017. Positivi anche i risultati di export nei paesi dell’Est Europa. In crescita più moderata le esportazioni verso la Cina (+1,1%), dopo l’exploit del 2017.

Tra i distretti best performer, che si posizionano ai primi dieci posti della classifica regionale per evoluzione dell’export nel primo trimestre 2018, compaiono sei realtà della metalmeccanica: Lavorazione dei metalli Valle dell’Arno (+21,6%), Metalli di Brescia (+19,4%), Meccanica strumentale di Bergamo (+10,4%), Macchine per la lavorazione e la produzione di calzature di Vigevano (+10%), Rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane (+9,1%), Metalmeccanico del Basso Mantovano (+6,5%). Il ranking include anche due distretti dell’agro-alimentare, quali Riso di Pavia (+16,4%) e Vini e distillati del Bresciano (+12,8%), oltre alla Gomma del Sebino Bergamasco (+14%) e al Legno di Casalasco-Viadanese (+7,5%).

Alcuni distretti che appaiono più in difficoltà nel restare competitivi, come il Seta-tessile di Como, vanno in realtà analizzati in un contesto più ampio, di cambiamenti strutturali intervenuti nello scenario competitivo internazionale. A questo tema è dedicato un focus tematico, sviluppato partendo dai dati di export dei player mondiali del tessile-abbigliamento. Dall’analisi emerge come l’Italia, e quindi implicitamente il distretto comasco, riesca ancora a difendere le proprie quote di mercato nel comparto dei tessuti in seta, ed in particolare nei paesi core dell’Unione Europea, sebbene in un contesto di forte crescita della Cina e di progressiva sostituzione della seta con altre merceologie. Anche nel segmento dei tessuti di filamenti artificiali l’Italia riesce a restare competitiva, conservando il secondo piazzamento nel ranking mondiale degli esportatori. La concorrenza si fa più agguerrita nel mondo dei tessuti di filamenti di poliestere e delle confezioni (abiti da donna e camicette), con la Cina in fortissima crescita, come concorrente. Da sottolineare, tuttavia, come il mercato cinese stia divenendo anche un importante acquirente dei prodotti Made in Italy (rappresenta, ad oggi, il primo mercato di destinazione degli abiti da donna italiani e il quarto per le camicette), a testimonianza dell’elevato potenziale dell’alta gamma su cui è posizionata l’Italia, con le produzioni comasche.

Anche per i poli tecnologici lombardi, il primo trimestre 2018 si è chiuso in positivo: +34,1% la crescita tendenziale delle esportazioni, a valori correnti (contro un +5,5% del resto dei poli tecnologici nazionali), quantificabile in 867,6 milioni di export in più rispetto al trimestre gennaio-marzo 20171. Il traino principale è giunto dal Polo aeronautico di Varese (+480 milioni di euro) e dal Polo farmaceutico lombardo (+384,5 milioni di euro). Crescita più moderata per le vendite oltreconfine del Polo ICT di Milano, lieve calo per l’export del Biomedicale di Milano.

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