Credito (poco) valtellinese

Dopo l’addio di Mauro Selvetti in Creval non ci sono più rappresentanti della provincia di Sondrio nel Consiglio di Amministrazione. Nelle alte sfere rimane solo il morbegnese Umberto Colli.  

Umberto Colli, Vice Direttore Generale Vicario del Credito Valtellinese

Colpo di scena

Con l’uscita improvvisa di scena dell’amministratore delegato Mauro Selvetti in una domenica sera di fine febbraio, il Credito Valtellinese spa ha visto scomparire anche l’ultimo baluardo della provincia di Sondrio all’interno del Consiglio di Amministrazione. 

Non vi sono più, infatti, all’interno del CdA, donne o uomini provenienti da Valtellina e Valchiavenna. Un passo, per così dire, anomalo, per una banca territoriale come è sempre stato Creval, ma pur sempre comprensibile dopo che la tanto discussa riforma della banche popolare aveva obbligato, nell’ottobre del 2016, l’istituto bancario sondriese a tramutarsi in una società per azioni.

Umberto Colli

Ora di “made in Valtellina” resta soltanto il top manager Umberto Colli, Vice Direttore Generale Vicario, oltre che Chief Operating Officer (COO) e Responsabile Direzione Risorse Umane, nato a Morbegno 55 anni fa.

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie dell'Università degli Studi di Siena, Colli è nel Gruppo Credito Valtellinese dal 1989, dove ha ricoperto incarichi a crescenti livelli di responsabilità nelle banche del Gruppo. È stato Vice Direttore Generale del Credito Siciliano nel biennio 2005/2006, Consigliere di Amministrazione e Direttore Generale di Bancaperta. È stato nominato Vice Direttore Generale di Credito Valtellinese nell’aprile 2010 e Vice Direttore Generale Vicario nel maggio 2016. Nell’aprile del 2017 è stato anche nominato consigliere di Nexi S.p.a. 

Le parole di Lovaglio

Ma la provincia di Sondrio resta nella testa e nel cuore del Credito Valtellinese stando alle parole del nuovo Amministratore Delegato e Direttore Generale, Luigi Lovaglio, scritte ai dipendenti il 24 ottobre scorso, in occasione del suo ingresso nel CdA come presidente.

«Proprio dal territorio, dai nostri clienti, vogliamo che passi il rilancio della Banca, guidati dallo spirito dei padri fondatori che oltre 110 anni fa scrivevano nello Statuto che “la Banca accorda particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse del territorio…  si propone altresì di sostenere e promuovere lo sviluppo di tutte le attività produttive con particolare riguardo a quelle minori....Dobbiamo puntare alla leadership nelle nostre zone di riferimento, semplificando la Banca, l’operatività, i processi decisionali e l’accesso al credito» aveva scritto Lovaglio.

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