Il dato: in chiaroscuro l'economia in provincia di Sondrio

L'analisi trimestrale dei settori manifatturiero, artigianato, dei servizi e del commercio della Camera di Commercio: «Ai risultati positivi del settore manifatturiero, sia per quanto riguarda l’industria che per l’artigianato, e dei servizi, si contrappongono i risultati negativi del commercio»

La Camera di commercio di Sondrio torna a investire nell’ambito degli studi sull’economia locale, un settore che in questi anni è stato penalizzato dalla pesante riduzione delle risorse disponibili determinatosi per effetto delle riforme varate dal Parlamento a partire dal 2015.

Grazie alla collaborazione formalizzata con l’Area Funzione Informazione Economica di Unioncamere Lombardia, riprende da quest’anno la diffusione delle analisi trimestrali sull’andamento congiunturale dei settori manifatturiero, artigianato, dei servizi e del commercio.

«Abbiamo voluto dare nuovo impulso all’attività del settore studi - ha spiegato  la presidente Loretta Credaro - nella convinzione della centralità di tale funzione rispetto alla pianificazione dello sviluppo territoriale. La Camera di commercio è sempre stata protagonista in questo settore. Purtroppo, in questi ultimi anni le difficoltà finanziarie ci avevano obbligato a ridurre il volume di attività. Ora vogliamo tornare ad investire sugli studi, fornendo un contributo di conoscenza a favore di imprese e amministratori locali e, quindi, del territorio»

Il report

Il deterioramento del quadro economico internazionale, manifestatosi con revisioni al ribasso delle stime dei principali indicatori, è più intenso per l’area Euro e riguarda in modo particolare la Germania e l’Italia. Per il quarto trimestre 2018 l’effetto negativo del mutato clima internazionale è già evidente nei risultati nazionali mentre, sia i risultati lombardi che quelli della provincia di Sondrio presentano una maggior tenuta con un alternarsi di luci ed ombre.

Ai risultati consuntivi positivi del settore manifatturiero, sia per quanto riguarda l’industria che per l’artigianato, e dei servizi si contrappongono i risultati negativi del commercio ed un peggioramento delle aspettative per l’inizio del 2019. La produzione industriale cresce del +4,9% annuo ma si registra un lieve indebolimento degli ordini rispetto al 2017 (+3,3 la crescita media degli ordini interni e +4,0% quella degli ordini esteri), registrato soprattutto nella seconda parte dell’anno ed in linea con il deterioramento del clima economico nazionale ed internazionale.

L’artigianato manifatturiero è anch’esso positivo ma in decelerazione (+2,4% la media annua contro il +3,8% dello scorso anno). Gli ordini interni si mantengono vigorosi (+3,0%), ma la svolta negativa del quarto trimestre degli ordini esteri ne compromettono la crescita annua annullandola (0%). Le
aspettative rimangono positive per l’industria mentre svoltano in negativo per l’artigianato.

Cresce il fatturato dei servizi (+1,8%) che ha registrato tassi tendenziali positivi per tutto il 2018 con una nuova accelerazione nel quarto trimestre (+2,6%), ma a un ritmo inferiore rispetto alla media lombarda. Le aspettative, già negative lo scorso trimestre, rimangono improntate al pessimismo sia per il fatturato che per l’occupazione.

Il commercio chiude un 2018 in contrazione (-1,3% la variazione media annua del fatturato), dopo aver registrato tassi tendenziali negativi in tutti i trimestri. Anche gli ordini ai fornitori delineano un quadro poco confortante essendo giudicati in diminuzione dalla maggior parte degli intervistati. Le aspettative, positive nello scorso trimestre, virano in negativo per tutte le variabili.

Le imprese della provincia di Sondrio hanno effettuato investimenti nel corso del 2018 nel 55% dei casi, per l’industria, nel 39% dei casi per commercio e servizi e nel 30% dei casi nell’artigianato manifatturiero. A differenza dei risultati regionali, per i quali anche nel 2018 il quadro permane positivo ma in lieve calo in tutti i settori, per la provincia di Sondrio si registra un andamento opposto: quasi tutti i settori (industria, commercio al dettaglio e servizi) presentano un incremento della propensione all’investimento rispetto al 2017. Peggiorano invece le prospettive con le previsioni di investimento per il 2019 in calo per tutti i settori.

Sulla base dei dati di fonte camerale (Registro delle Imprese), il 2018 chiude complessivamente con 14.814 imprese registrate, 687 imprese iscritte e 901 imprese cessate. Questi flussi hanno determinato un tasso di natalità pari al 4,6%, più basso rispetto al 2017 (5,1%) ed un tasso di mortalità superiore (6,1% vs 5,4% nel 2017).

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