Compra banconote sbiancate credendo siano vere, truffato ristoratore di Bianzone

L'uomo ha pagato 5mila euro per entrare in possesso di innumerevoli pezzi di carta da "rigenerare" con l'utilizzo di reagenti chimici

Le banconote false vendute come sbiancate

Il truffatore che viene truffato, si potrebbe definire in estrema sintesi quanto accaduto nelle scorse settimane in Valtellina dove un cittadino cinese, residente a Sondrio e titolare di un ristorante a Bianzone, è stato raggirato dopo aver con convinzione acquistato banconote di dubbia provenienza con l'intento di reintrodurli in circolazione.

I fatti

Lungo il mese di luglio 2019 un individuo di origine africana si è presentato presso l’esercizio commerciale del 35enne cinese, regolare sul territorio nazionale e con piccoli precedenti di polizia, proponendogli un affare attraverso il quale avrebbe "moltiplicato" l'iniziale investimento.

Dietro il pagamento di 5mila euro in contanti l’africano avrebbe ceduto al ristoratore cinese numerose banconote di diverso taglio (50, 100, 200 e 500 euro) “sbiancate”, tecnica utilizzata in Africa, a suo dire, per spostare grosse quantità di denaro fuori dalla frontiera senza dare nell’occhio. Con il successivo utilizzo di alcuni reagenti chimici le banconote avrebbero ripreso forma e colore, tornando ad essere regolare carta moneta.

Il ristoratore, inizialmente scettico sulla reale bontà della proposta, si è quindi convinto grazie ad una dimostrazione pratica. L'individuo africano avrebbe quindi mostrato la tecnica per “rigenerare” le banconote: grazie all’utilizzo di un liquido chimico e a della carta stagnola avrebbe trasformato, davanti agli occhi del cinese, un pezzo di carta apparentemente bianca in una banconota da 50 euro. 

In realtà, con ogni probabilità, più che una trasformazione chimica quella avvenuta sarebbe stata una manipolazione di prestigio. Sfruttando la concitazione del momento e l’emozione del ristoratore di Bianzone, l’africano avrebbe sostituito la carta straccia con una reale carta moneta.

A quel punto, per concludere la truffa, l'imprenditore è stato invitato a depositare la banconota “resuscitata” in banca, a dimostrazione dell’efficacia della lavorazione. Come è ovvio, essendo realmente una banconota da 50 euro, il deposito in banca si è concluso positivamente.

Convinto dell’affare il ristoratore ha consegnato i soldi pattuiti per l’affare all’africano il quale, come promesso, gli ha ceduto innumerevoli foglietti bianchi accampando però la scusa di aver bisogno di più tempo per recuperare la quantità necessaria di reagenti chimici alla lavorazione.

Le indagini

Le indagini della Questura di Sondrio sono partite grazie alla segnalazione di un esperto di casseforti al quale il cinese si è rivolto il 4 novembre scorso per aprire l’armadietto blindato dove aveva riposto le presunte banconote in attesa di ricevere il reagente chimico dall’africano. Cassaforte della quale aveva perso le chiavi.

Grazie all’importante segnalazione del professionista, la polizia scientifica di Sondrio ha così intrapreso le sue indagini. I fogli di carta bianca sono stati sequestrati ed analizzati dimostrando il loro valore nullo.

Il cittadino cinese, interpellato, ha deciso di non sporgere denuncia. La squadra mobile della Questura di Sondrio sta indagando per risalire al cittadino africano di cui ad oggi non si conosce ancora l’identità.

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