La Valchiavenna come museo diffuso: approvato il progetto per la ricollocazione del Torchio delle Vigne a Villa

La valorizzazione di un manufatto seicentesco, espressione delle tradizioni della valle, passa attraverso la sua ricollocazione

La valorizzazione di un manufatto seicentesco, espressione delle tradizioni della valle, passa attraverso la sua ricollocazione, il primo passo verso la fruizione da parte di residenti, scolaresche e turisti. Il Torchio delle Vigne, com’è conosciuto, le cui parti sono attualmente depositate in alcuni magazzini, verrà spostato a Villa di Chiavenna, per essere inserito in un contesto che ne favorirà la promozione. La Giunta esecutiva della Comunità Montana della Valchiavenna ha dato seguito a una delibera del 2015, esistente solo sulla carta, prima dando il via alle procedure per l’affidamento della progettazione definitiva, quindi concordandola con il Comune di Villa di Chiavenna e infine approvandola nella sua seduta della settimana scorsa. Serviranno poco meno di centomila euro per realizzare il progetto, di cui la metà già a bilancio. 

«È nostra intenzione concretizzare un’importante operazione che va nella direzione di valorizzare quello straordinario museo diffuso che rappresenta un patrimonio della Valchiavenna - spiega il presidente Flavio Oregioni -. Nell’attesa di ricevere il parere della Soprintendenza, ci attiveremo per trovare le risorse per completare la dotazione finanziaria e procedere con la realizzazione del progetto che consentirà di recuperare l’antico torchio e di metterlo a disposizione del territorio quale risorsa».

La ricollocazione dell’antico torchio si situa all’interno del più ampio piano per promuovere la valorizzazione e la tutela dei beni culturali ai fini della loro fruizione, ed è il risultato del confronto con i responsabili del sistema museale.

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«Il nostro impegno, come ente comprensoriale, è quello di valorizzare ciò che abbiamo di prezioso - sottolinea l’assessore alla Cultura e Identità Omar Iacomella -. Nel caso del Torchio delle Vigne, la finalità è duplice poiché alla valorizzazione, anche in chiave turistica, per allargare il museo diffuso presente sul nostro territorio, si unisce la sensibilizzazione della popolazione nei confronti del recupero delle attività cosiddette eroiche, oggi perlopiù abbandonate, che hanno caratterizzato il nostro passato ma che potrebbero avere un futuro».

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