Assolte la ginecologa e l'ostetrica della donna di Grosio morta incinta di due gemelle

L'avvocato difensore delle due donne che visitarono Claudia Bordoni: «È una sentenza giusta, corretta ed equilibrata che coglie il senso di questa storia che non meritava un rimprovero penale»

Claudia Bordoni

Era il 28 aprile del 2016 quando Claudia Bordoni, 36enne originaria di Grosio ma residente nel Milanese, perse la vita, presso la clinica Mangiagalli di Milano, a causa di un’emorragia provocata da un’endometriosi, mentre era al sesto mese di gravidanza, con in grembo due gemelline.

Nella giornata di lunedì 17 febbraio 2020, q quasi quattro anni di distanza, è arrivata l'assoluzione per la ginecologa e per l'ostetrica coinvolte nella tragedia. A deciderlo il giudice Vincenza Papagno della quinta sezione del Tribunale di Milano.

«È una sentenza giusta, corretta ed equilibrata che coglie il senso di questa storia che non meritava un rimprovero penale» ha commento l'avvocato Alessandro Pistochini, difensore delle due imputate.

La posizione della Clinica Mangiagalli

Nel marzo 2019 era stato raggiunto un accordo economico tra la clinica, il marito e i genitori della donna, che avevano così revocato la costituzione di parte civile. Il Policlinico Mangiagalli, citato come responsabile civile, era così uscito dal processo

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