Rapporto sul servizio idrico: Secam tra i gestori virtuosi

"Per la società e per tutti quelli che vi lavorano si tratta di un riconoscimento importante" sottolinea l’amministratore delegato Gildo De Gianni

La spesa per le famiglie è bassa sia rispetto alla media italiana che a quella europea Il servizio è ben gestito, le perdite idriche sono contenute, le acque reflue vengono depurate secondo conformità e la spesa per le famiglie è bassa sia rispetto alla media italiana che a quella europea. Questo il responso per Sondrio del primo Rapporto Accadueo-Cresme presentato nei giorni scorsi alla Mostra internazionale dell’acqua che si è svolta a Bologna.

Lo studio, focalizzato sulle reti acquedottistiche, di fognatura e di depurazione, affronta per la prima volta problemi, priorità, forme di intervento e di finanziamento alla luce del bisogno di qualità emergente nella ricerca del difficile equilibrio tra servizio e costi. La realtà positiva locale si pone in netto contrasto con un panorama italiano che presenta molte criticità, sia in relazione alle perdite di acqua nel tragitto dalle reti comunali alle abitazioni che a una depurazione delle acque deficitaria costata decine e decine di milioni di euro di sanzioni da parte dell’Unione Europea. A fronte di una situazione in peggioramento, addirittura fortemente critica in alcune zone del paese, a causa di investimenti insufficienti nella manutenzione e nell’ammodernamento delle infrastrutture, vengono evidenziate le “eccezionali differenze” esistenti tra una zona e l’altra: in prospettiva futura vi sono territori in grado di vincere le sfide e altri che sempre più perderanno terreno. Sono le ‘troppe Italie diverse’ descritte con preoccupazione nel linguaggio dei numeri.

L’ottimismo è delimitato dai confini geografici, grazie agli esempi di aziende virtuose che puntano sulle tecniche di moderna manutenzione e sulle tecnologie innovative per migliorare l’efficienza del servizio. Tra i gestori presi a modello c’è Secam, a cui sono dedicate due pagine nel Rapporto, citata espressamente anche nell’estratto, che, si legge, “interviene sulla riduzione delle perdite mettendo in relazione i dati rilevati dal telecontrollo con quelli rilevati dai contatori elettronici”. In uno studio che evidenzia le buone pratiche e le innovazioni tecnologiche è la realtà sondriese di Secam ad emergere.

Il direttore Andrea Mariani e la responsabile del Servizio Idrico Integrato Brigitte Pellei hanno illustrato i risultati raggiunti e i sistemi adottati nella tavola rotonda organizzata nell’ambito del seminario per la presentazione del Rapporto, alla quale sono stati invitati a partecipare insieme ai rappresentanti di altri otto gestori virtuosi.

«Per la società e per tutti quelli che vi lavorano si tratta di un riconoscimento importante - sottolinea l’amministratore delegato Gildo De Gianni -, la certificazione di un percorso avviato sin dal 2014 con l’obiettivo, condiviso con l’Amministrazione provinciale che ci ha affidato la gestione del Servizio Idrico Integrato e con gli altri soci, di garantire un servizio efficiente ai nostri utenti, in termini di quantità e di qualità dell’acqua distribuita, attraverso l’ottimale gestione della risorsa idrica. C’è ancora molto da fare, e per questo sono stati programmati ingenti investimenti, ma i dati del Rapporto indicano che siamo sulla buona strada».

Entrando nel dettaglio dei numeri dello studio, che si riferiscono ai soli capoluoghi di provincia, per quanto riguarda le perdite idriche rilevate nel 2016, Sondrio occupa la decima posizione in classifica con perdite pari al 18%, dopo Monza, prima con il 10,8% ma prima di Como, 17esima con il 21,1%, o di Aosta, 28esima con perdite pari al 26,4% dell’acqua erogata. La percentuale non cambia se si considera l’intera provincia. Il dato è particolarmente importante in quanto evidenzia il livello di qualità della rete di distribuzione. Per la quota di acque reflue depurate, Sondrio figura tra i 55 capoluoghi di provincia con conformità pari al 100% rispetto al carico depurato. Non così ad esempio a Lodi, Andria e Barletta, nelle quali l’intero carico depurato risulta non conforme. I dati più interessanti riguardano la spesa media annua per l’acqua di una famiglia tipo, ovvero un nucleo di tre persone che consuma 192 metri cubi di acqua, riferita al 2015: Sondrio, con 255 euro, è la 18esima città capoluogo per l’economicità del costo, la quarta in Lombardia dopo Milano, Varese e Como. Isernia è la meno costosa in assoluto con 117 euro, Siena e Grosseto le più care con 663 euro.

Facendo un raffronto con realtà geograficamente gemelle, emerge il costo sostenuto a Belluno, capoluogo di una provincia interamente montana come la nostra, che raggiunge i 367 euro: l’acqua costa circa il 50% in più rispetto a Sondrio. A Lecco spendono ancora di più: 376 euro all’anno. Un esborso notevole ma comunque contenuto se si confronta con quello di altri paesi: le tariffe idriche italiane continuano ad essere tra le più basse d’Europa. Ai circa due euro chiesti da noi per ogni metro cubo di acqua si arriva agli oltre sette della Danimarca, più del triplo, passando per i quattro della Francia, i sei del Regno Unito e i sette della Germania. Un dato non del tutto positivo, evidenzia il Rapporto, in quanto indice del deficit infrastrutturale.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Lisa
    Lisa

    Sì peccato che i valtellinesi non sanno che oltre il suolo pubblico fino al contatore le spese di riparazione sono a carico dei cittadini da quando la gestione è stata affidata a secam.  Sapevatelo, valtellinesi. Sono migliaia di euro che si tirano fuori da stipendi da fame e pensioni ridicole . sapevatelo cari valtellinesi comuni nortali, non quelli ricchi con stipendi da dirigente. Tutto legale, assolutamente tutto legale e legittimo. Nessuna irregolarita .se comprate in Valtellina comprate abitazioni adiacenti al suolo pubblico,mio consiglio personale.ci vogliono migliaia di euro per fare riparazioni all' acquedotto. Sapevatelo. 

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