Grande successo per l'incontro "Quando cadde il muro di Berlino"

Oltre 180 studenti delle scuole di Sondrio e Tirano

Sala delle Adunanze di Palazzo Muzio gremita questa mattina, mercoledì 3 aprile, in occasione dell’incontro rivolto agli studenti promosso dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio dal titolo “1989 -2019: Quando cadde il Muro di Berlino”. Accanto ad alcune fra le massime autorità locali hanno partecipato al dibattito oltre 180 ragazzi delle classi terminali provenienti dal Liceo Scientifico “Donegani”, dall’Istituto “Pio XII”, dall’ITA “Piazzi”, dall’ITI “Mattei”, dal Liceo “Piazzi-Perpenti” di Sondrio e dall’IIS “Pinchetti” di Tirano. A fare gli onori di casa il Dirigente dell’Ust, Fabio Molinari, al tavolo dei relatori insieme a Delia Campanelli, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (Usr), al Cardinale Giovanni Battista Re, già Prefetto della Congregazione per i Vescovi, all’Onorevole  Gilberto Bonalumi, già Sottosegretario al Ministero degli Esteri nel Governo De Mita, al professor Marco Beccaria, docente presso il Liceo “Volta” di Castel San Giovanni (Pc) e al giornalista Luca Begalli, responsabile della testata “La Provincia di Sondrio” che ha moderato i lavori.

«Ringrazio tutti gli autorevoli relatori intervenuti oggi all’incontro che segna l’inizio di un percorso per ricordare un fatto importante come la caduta del Muro di Berlino – ha esordito il Dirigente Ust, Fabio Molinari che durante l’incontro ha portato anche i saluti e la benedizione del Vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni –. Un caloroso grazie va anche alle autorità, agli studenti e a tutti i presenti». «Sono felice di poter essere dinnanzi a una bellissima platea di studenti – ha aggiunto il nuovo Prefetto di Sondrio, Paola Spena –. Si tratta del mio primo incontro con voi ragazzi e sono certa sarà il primo di una lunga serie poiché la Prefettura vede nel mondo dei giovani uno dei suoi primi interlocutori e, più in generale, sarà un luogo aperto a tutto il territorio».

«Mi fa molto piacere essere qui e vedere la sala gremita – il saluto del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (Usr), Delia Campanelli –. Sondrio è una città serena, a dimensione umana e con una scuola di eccellenza come in tutta la Lombardia. L’erezione del Muro di Berlino nel 1961 fu un evento tragico che segnò la fine del dialogo poiché, qualsiasi barriera tra i popoli, rappresenta la negazione del dialogo e dell’ascolto. Al contrario l’abbattimento non può che favorire la cultura dell’incontro per la diffusione della pace. Conoscere gli episodi bui che hanno attraversato la storia e determinato il nostro presente, è fondamentale per non ripetere gli stessi errori. In questo senso la scuola, quale centro civico di ogni territorio, gioca un ruolo fondamentale. È a scuola che i docenti vi aiutano a costruire il vostro progetto di vita e a scoprire i talenti e le capacità di ciascuno di voi. Anche in occasione di una prova importante come gli Esami di Stato, non dimenticate mai di essere coesi e solidali tra voi poiché il successo più grande è quello di una squadra, di una classe e di un’intera scuola».

«Siamo così immersi nella frenesia della vita moderna che privilegiamo spesso l’immediato e il futuro vivendo in una società a volte smemorata – ha dichiarato l’assessore Cultura, educazione e istruzione del Comune di Sondrio Marcella Fratta, portando i saluti del sindaco Marco Scaramellini –. Vorrei fare l’elogio della memoria anche come facoltà fisica per non affidare solamente a Internet la capacità di custodire date ed eventi. I ricordi devono dare un senso al nostro procedere nella storia in modo da illuminare il nostro cammino perché conoscere i fatti del passato ci può aiutare a capire meglio il presente. Mi rivolgo soprattutto a voi giovani studenti che vi impegnate nello studio per costruire il vostro sogno, il futuro esige che noi ricordiamo per orientare meglio la vita, il futuro si alimenta anche di passato, non c’è futuro senza memoria».

«Trent’anni fa crollò il muro di Berlino e con esso anche quel sistema che, con un regime poliziesco, aveva violato la libertà e la dignità umana ma, la cosa più sorprendente, è che tale crollo avvenne senza ricorrere ad una guerra e in tale circostanza Papa Giovanni II fu un vero baluardo nella difesa dei diritti umani – ha spiegato il Cardinale Giovanni Battista Re, già Prefetto della Congregazione per i Vescovi, nel corso del suo intervento dal titolo “Il ruolo di Giovanni Paolo II nella riunificazione della Germania”–. Accanto al Papa anche Gorbaciov, Reagan e Solidarnosc furono fra i protagonisti di quegli eventi e, fra gli elementi che contribuirono alla caduta del Muro, vi furono sicuramente gli atti finali della conferenza di Helsinki alla quale prese parte anche la Santa Sede appoggiando con vigore il principio del rispetto ai diritti e alle libertà fondamentali. Nell’enciclica “Centesimus annus” Giovanni Paolo II dichiarò che il fattore decisivo che avviò il cambiamento fu certamente la reazione alla violazione dei diritti del lavoro e sottolineò l’importanza del cambiamento pacifico che risvegliò il senso della comune dignità umana».

«Il 9 novembre 1989 furono aperti i confini delle due Germanie in un’atmosfera di grande festa e conciliazione che aprì le porte alla riunificazione della Germania e, la caduta Muro di Belino, venne presa a simbolo della spaccatura delle barriere che dividevano in due l’Europa – ha aggiunto l’Onorevole Gilberto Bonalumi, già Sottosegretario al Ministero degli Esteri nel Governo De Mita, intervenendo sul tema “Il Governo italiano e la riunificazione della Germania” –. Da Sottosegretario vicario agli Affari esteri con ministro Andreotti, ho vissuto in prima persona le vicende di quegli anni. In realtà erano pochi i tedeschi che si aspettavano un cambiamento così rapido ma si è invece avverato quello che io definisco “un sogno non sognato”. Oggi la Germania è tornata ad essere “l’impero di mezzo” nel cuore dell’Europa che ha saputo comprendere prima e al meglio le potenzialità della moneta unica, un Paese che attira tanti lavoratori e giovani studenti europei. Ma per capire il presente bisogna riflettere sulla storia e invito tutti i giovani a farlo senza perdere mai la capacità di indignarsi».

Nel corso del convegno è stata proiettata anche una video-intervista realizzata in esclusiva da “Più Valli TV” per l’Ust di Sondrio con Enrique Baron Crespo, Presidente del Parlamento Europeo dal 1989 al 1992. «Creare un’unificazione per la Germania significava mettere in marcia il futuro dell’Europa per i giovani poiché esso rappresentava 6mila chilometri di cicatrice di un equilibrio basato sul terrore – ha spiegato Baron Crespo –. Papa Giovanni Paolo II fu un grande attore di questo processo ed ebbe un influsso molto positivo. Anche artisti e intellettuali hanno giocato un ruolo importante. Oggi, il processo di un’integrazione globale fatta di moralità e sociale, è rappresentato da quella spinta contro il cambiamento climatico guidato dai giovani e dal cammino di emancipazione della donna: due processi nei quali l’Europa è all’avanguardia».

«La scuola ha il dovere di insegnarvi tutte queste cose – ha concluso il professor Marco Beccaria, docente presso il Liceo “Volta” di Castel San Giovanni (Pc), rivolgendosi agli studenti –. Dal 1989 ad oggi sono accadute così tante cose e il mondo è completamente diverso. La caduta del Muro di Berlino per voi è un evento confinato nel passato ma avete degli insegnanti testimoni di tanti eventi che possono accendere la vostra attenzione anche se a volte, l’eccessiva vicinanza storica ai fatti, può rappresentare un limite in quanto subentrano le opinioni personali».

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