In provincia i malati di tumore sono curati coi farmaci di domani

"Si chiama ricerca clinica – precisa Alessandro Bertolini, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica di Asst ValtLario – e rappresenta un’opportunità importante per i nostri pazienti"

Asst Valtellina e Alto Lario cura i malati di oggi coi farmaci di domani. Sì, perché, soprattutto in Oncologia Medica, una delle branche in cui la ricerca a livello mondiale è più avanzata, i pazienti di Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario, possono essere sottoposti a terapie coi farmaci più innovativi, moderni, efficaci, sperimentati a livello internazionale, ma non ancora disponibili sul mercato.

"Si chiama ricerca clinica – precisa Alessandro Bertolini, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica di Asst ValtLario – e rappresenta un’opportunità importante per i nostri pazienti, dato che, in questo modo, permettiamo loro di sottoporsi alle cure più innovative introdotte a livello internazionale, evitando autentici “pellegrinaggi” fuori provincia, fuori regione, o, ancor più, all’estero".

Da dieci anni a questa parte, infatti, l’Oncologia Medica aziendale aderisce alla ricerca clinica internazionale ed è riconosciuta dalle case farmaceutiche proponenti come un “partner” serio ed affidabile. Ben 122 gli studi clinici cui l’Oncologia ha aderito coinvolgendo 397 pazienti, mentre, a titolo di esempio, nel 2016, gli studi introdotti sono stati 27, su 40 pazienti attentamente selezionati per patologia e quadro clinico.

"Qualche anno fa le maglie per aderire agli studi clinici erano più larghe – sottolinea Bertolini -, mentre, ora, si fa tutto più difficile, anche perché gli stessi studi sono attentamente mirati a contenere un certo tipo di tumore. Parliamo talvolta di cure, cosidette, “preventive”, o di cure su tumori in stadio iniziale o in stadio avanzato. Chiaro che, in quest’ultimo caso, si punta a curare assicurando l’allungamento della vita del paziente, talvolta persino determinante nel suo decorso clinico, dato che, col passare del tempo, spesso vengono individuate altre nuove cure, sempre più efficaci, cui potersi sottoporre. E’ un “work in progress” cui il nostro Dipartimento e la nostra Asst non hanno voluto sottrarsi nella piena consapevolezza di quanto sia importante poter proporre ai pazienti le “opzioni” di cura più avanzate".

Significativo, peraltro, anche il ritorno in termini di esperienza clinica accumulata dagli stessi oncologi di Asst ValtLario rispetto all’utilizzo dei nuovi farmaci che, poi, quasi sempre, ritroveranno sul mercato di lì a pochi anni, e, infine, ultimo, ma non ultimo, significativo anche il contenimento dei costi che l’introduzione della ricerca clinica produce.

"I farmaci destinati a pazienti oncologici hanno un alto costo – conclude Bertolini -, si parla, per la nostra Asst, di 5 milioni di euro nel 2016. Mentre tutti i farmaci che utilizziamo per gli studi clinici vengono messi a disposizione gratuitamente dalle case farmaceutiche, per un corrispettivo stimabile in 500mila euro lo scorso anno, oltre al fatto che le stesse case farmaceutiche ci riconoscono un rimborso annuale per l’effettuazione di tutti gli accertamenti richiesti su ogni singolo paziente".

Aspetti non da poco in un settore dove, invero, si assiste ad incremento di attività dell’ordine del 15% solo in questi primi tre mesi del 2017, corrispondente anche ad un aumento dei pazienti in cura. Attualmente, infatti, sono 542 i pazienti in terapia medica oncologica fra Sondrio, Sondalo, Chiavenna e Menaggio, per un totale di 1350 prestazioni erogate in tre mesi, contro le 1140 erogate lo scorso anno.

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