Maltempo nel morbegnese, la Comunità Montana pensa agli interventi

Il presidente Christian Borromini: «Il nostro territorio è fragile e in questa occasione ci è giunta un’ulteriore conferma: la manutenzione dei versanti attraverso una seria programmazione da parte degli enti pubblici a tutti livelli rappresenta una priorità»

Garantire un supporto operativo ai comuni colpiti, affiancare tecnici e volontari, assistere i sindaci nelle pratiche amministrative necessarie per il riconoscimento dei danni subiti: l’impegno della Comunità Montana di Morbegno è iniziato durante le fasi più critiche seguite alle violentissime piogge dei giorni scorsi, è proseguito durante l’emergenza e continua tuttora.

«Ai comuni di Andalo, Delebio e Piantedo abbiamo assicurato tutto il nostro sostegno - sottolinea il presidente Christian Borromini -: grazie all’intervento dei tecnici e alla collaborazione della Protezione civile e della Polizia locale associata sono stati alleviati i disagi dei cittadini ed è stata risolta la situazione di emergenza. Rimane ancora molto da fare e saremo a fianco dei sindaci anche nelle fasi successive».

Le violenti piogge che a partire da martedì si sono abbattute sull’intera provincia di Sondrio e l’Alto Lario si sono concentrate in particolare nella zona del monte Legnone colpendo Andalo, Delebio e Piantedo in Valtellina e Dervio e la Valsassina in provincia di Lecco. Già nella mattinata di mercoledì il presidente Borromini, la responsabile dell’Ufficio tecnico Maria Grazia De Giorgio e il coordinatore della Protezione civile Stefano Marieni avevano effettuato un sopralluogo e partecipato alla riunione convocata presso la sede comunale di Delebio alla presenza dei tre sindaci, Juri Girolo, Erica Alberti e Fabiana Pinoli, dei Carabinieri, della Polizia Stradale e dei Vigili del Fuoco.

Una prima valutazione della situazione per programmare gli interventi e superare l’emergenza. La Comunità Montana di Morbegno ha messo a disposizione il geologo previsto dalla convenzione sottoscritta con i comuni del mandamento per il monitoraggio della zona colpita. Le situazioni più problematiche coinvolgono Madriasco e Lesina, due torrenti del reticolo principale che, a causa della colata di detriti che si è verificata a monte, hanno trascinato il materiale fino a valle con l’esondazione del primo e i danni arrecati dal secondo alla strada che collega Andalo e Delebio che era stata chiusa. A Piantedo è stato il torrente Colo ad alimentare in modo straordinario i fossi causandone l’esondazione. Una situazione del tutto straordinaria che ha richiesto un intervento immediata per liberare i corsi d’acqua dal materiale franoso ed evitare altre fuoriuscite in caso di nuove piogge.

«Siamo grati agli sfollati, ormai quasi tutti rientrati nelle loro abitazioni - sottolinea il presidente Borromini -, perché nelle fasi dell’emergenza hanno dimostrato grande senso di responsabilità, sopportando gli inevitabili disagi. A subire danni sono stati anche gli agricoltori: siamo impegnati con le associazioni di categoria per trovare una soluzione. Nei prossimi giorni verrà convocato un tavolo per valutare la situazione e definire gli interventi necessari affinché la loro attività prosegua senza ulteriori intoppi».

Dalla relazione del geologo sono emerse due criticità. Per il torrente Madriasco servirebbe una sacca di deposito con briglia selettiva, mentre per il Lesina è necessario monitorare la frana di Canargo. Per consentire un intervento tempestivo in caso di emergenza risulta essenziale realizzare il prolungamento della strada esistente per arrivare alla seconda briglia

«Sono stati giorni difficili - conclude il presidente Borromini -, l’emergenza è superata ma non i problemi. Contiamo i danni e programmiamo gli interventi necessari alla messa in sicurezza affinché situazioni simili non si debbano più presentare, anche nel caso di fenomeni straordinari quali sono stati quelli dei giorni scorsi. Il nostro territorio è fragile e in questa occasione ci è giunta un’ulteriore conferma: la manutenzione dei versanti attraverso una seria programmazione da parte degli enti pubblici a tutti livelli rappresenta una priorità. Certamente è costosa ma le risorse economiche vanno trovate poiché non possiamo permettere che si ripresentino nuovamente situazioni di questo tipo».

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