Livigno, due arresti e tre denunce per possesso di documenti falsi

Nei guai un gruppo di operai macedoni

Due arresti e tre denunce a piede libero per il reato di detenzione di documenti di identità falsi, validi per l’espatrio. Questi sono i risultati di un’attivita’ di indagine svolta la scorsa settimana dai Carabinieri della Stazione di Livigno in stretta collaborazione con la Grenzwache, la Guardia di Confine Elvetica.

Gli accertamenti si sono sviluppati a seguito dei risultati di una perquisizione eseguita dagli agenti svizzeri alla frontiera di Italiana di Tubre nei confronti di una autovettura nella disponibilità di tre cittadini macedoni. I tre slavi, che hanno dichiarato di essere diretti a Livigno, dove lavoravano come manovali presso un cantiere edile, all’atto del controllo hanno esibito tre passaporti rilasciati da autorità macedoni. Tuttavia, a seguito di più approfonditi controlli, sono stati trovati in possesso di altrettante carte d’identità con le loro esatte generalità, ma rilasciate da autorità bulgare. Le Guardie di Confine Svizzere, a questo punto, hanno sequestrato i documenti bulgari, risultati contraffatti, e hanno immediatamente avvisato i Carabinieri della Stazione di Livigno, ultima meta del viaggio dichiarata dai tre macedoni.

I militari dell'Arma hanno elaborato la segnalazione ed hanno verificato che proprio gli stessi tre cittadini macedoni erano stati oggetto di un controllo da parte del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Sondrio presso il cantiere ove erano impiegato come manovali. In quella circostanza avevano esibito i documenti apparentemente emessi dalla Bulgaria, gli stessi sequestrati dalle Guardie di Confine Elvetiche. Ne e’ scaturita una prima denuncia a piede libero a carico dei tre per detenzione di documenti di identità falsi validi per l’espatrio.

Venerdì mattina i carabinieri di Livigno sono ritornati su quel cantiere e qui hanno individuato altri due manovali macedoni già identificati dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. Alla richiesta dei documenti questi due operai, colleghi dei tre fermati dalla polizia elvetica,  sono stati trovati in possesso sia di passaporti macedoni, sia di carte di identità bulgare, queste ultime, a seguito di accertamenti effettuati attraverso il  Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Chiasso, risultate contraffate.

A questo punto gli uomini dell’Arma hanno dichiarato i due macedoni K.M. classe 1984 e T.A. classe 1982 in stato di arresto per l’accertata flagranza del reato di detenzione di documenti falsi validi per l’espatrio. Le carte di identità bulgare risultate contraffatte sono state sequestrate. Invece i due macedoni, terminate le operazioni di fotosegnalamento ed identificazione, sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Sondrio a disposizione del Pubblico Ministero. Ieri sono comparsi davanti al Gip del Tribunale di Sondrio che ha convalidato l’arresto

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