Droga per mamma e papà, allarme sociale a Sondrio

Dopo l’arresto di 9 spacciatori nel sondriese fa riflettere l’alto numero di fruitori di sostanze stupefacenti tra tossicodipendenti, professionisti ed insospettabili, tutti valtellinesi, segnalati alla Prefettura

Lo spaccio a pochi metri dalla scuola materna

C’è  un aspetto, nella retata denomina “Pearls”  condotta dai Carabinieri di Sondrio alle prime ore dell’alba di venerdì 7 giugno, capace di portare in arresto nove spacciatori di origine nigeriana, che colpisce ed in qualche modo sorprende.

A colpire non è certo la spregiudicatezza con la quale si “smerciavano” le sostanze stupefacenti, tra la folla, nella quotidianità, a pochi metri da bambini ed anziani, nelle vicinanze di parchi gioco e scuola materne. E non è nemmeno la tecnica arguta di tenere la droga, suddivisa per tipologia, in piccole sfere di cellophane dentro il cavo orale, in attesa di esser venduta o di esser inghiottita in caso di controlli da parte delle Forze dell’Ordine.

Quello che stupisce è l’ampia platea degli assuntori del sondriese che, abitualmente, si rivolgeva (anche 2/3 volte nello stesso giorno) alla banda di spacciatori. Una sessantina i consumatori accertati dai Carabinieri tra tossicodipendenti, professionisti ed insospettabili, tutti valtellinesi. Un giro di malaffari decisamente importante che permetteva agli spacciatori di guadagnare anche mille euro al giorno.

Le telecamere dei Carabinieri, durante i 6 mesi di indagini, hanno ripreso circa 2000 cessioni di cocaina ed eroina. Immagini che colpiscono visto che spesso, ad esser ripresi, sono stati mamme e papà con i loro bambini, a piedi come in macchina, per mano o con il pargolo nel seggiolino dell'auto. Una compravendita che diventa normale, a tratti familiare. Come lo è incontrare qualcuno ad un parco.

E poi il famoso imprenditore del circondario di Sondrio, capace, in alcune giornate di stress e pressione, di spendere quasi 2000 euro in cocaina o il dipendente di Poste Italiane che, durante l’orario di lavoro ed alla guida di un mezzo di servizio, incontrava serenamente lo spacciatore per una cessione.

Oppure un autista di tir che, in procinto di partire per un lungo viaggio, veniva controllato dai militari, trovato in possesso della dose e fermato.

Clienti eterogenei tra di loro ma ricorrenti, fidelizzati da prezzi bassi e “flessibilità” nella cessione, capaci di utilizzare l’inglese per fare le “ordinazioni” via telefono. Sessanta persone di Sondrio e paesi limitrofi che i Carabinieri hanno segnalato alla locale Prefettura come assuntori. Tra questi, chi è genitore, è stato segnalato ai Servizi sociali ed al Tribunale per i Minorenni di Milano per tutelare i bambini.

«Un vero e proprio allarme sociale» l'ha definito il Maresciallo Capo dei Carabinieri di Sondrio, Raffaele Sicignano. «È inutile che ci nascondiamo dietro un dito, lo spaccio ed il consumo di droga è un problema di Sondrio. Continueremo con il massimo impegno per risolverlo» ha aggiunto il sostituto procuratore Marialina Contaldo.

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