E' quasi l'ora del Gabinàt, siete pronti?

L'Alta Valtellina, e non solo, si prepara a festeggiare la ricorrenza del Gabinat, una tradizione antica, probabilmente importata dalla Baviera

L’usanza consiste nel prevenire una persona nel saluto col motto "Gabinat!"  (dal tedesco gabe-nacht "notte dei doni" e indica il giorno dell’Epifania). Il primo tra i due "contendenti" che riesce a pronunciare la fatidica parola, secondo la tradizione, che sopravvive soprattutto in Alta Valle, avrebbe il diritto a ricevere un dono dall’altro. Nella zona del morbegnese il dono consiste in una "coppetta", il dolce a base di ostia, miele e noci.

Il Gabinat parte alle 15 del 5 gennaio, precisamente al suono delle campane, e dura fino al tardo pomeriggio del 6 gennaio. Il malcapitato che dovesse perdere avrà poi tempo fino al 17 gennaio, giorno di San Antonio in cui tradizionalemnte inizia il carnevale, per poter saldare il debito. 

L'usanza di vincere il gabinàt è diffusa soprattutto in tutto il Bormiese. A Cepina e in Valfurva dicono gabinèt, a Semogo ghebinèt, a Livigno ghibinèt. Qualche volta il prevenuto, sorpreso dal grido «Bondì, ghibinèt!», risponde scherzosamente: «Tiri la ció al ghèt! Tira la coda al gatto!». Quest'ultima sarebbe - ma solo secondo alcuni - l'unica risposta da dare se non si vuole pagare il pegno.

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