Frutteto devastato nella notte: tagliate 250 piante di mele

Il presidente di Melavì, Bruno Delle Coste: «Un atto vile, contro uno dei nostri soci, che condanniamo»

Non è la prima volta che accade, ma tutti sperano che sia l’ultima, perché non è più tollerabile che il lavoro dei frutticoltori venga pesantemente danneggiato da persone senza scrupoli che, nottetempo, protette dal buio, si rendono responsabili di atti vili che non possono trovare giustificazione. Il fatto avvenuto nelle scorse settimane merita una denuncia pubblica, affinché tutti, anche al di fuori del mondo agricolo, ne vengano a conoscenza.

«Di fronte a una tale vigliaccata ai danni di uno dei nostri soci, Giulio Gnali, con il quale spesso ci confrontiamo - sottolinea il presidente di Melavì Bruno Delle Coste -, come cooperativa vogliamo condannare pubblicamente l’atto ed esprimere la nostra solidarietà. In Valtellina pensiamo di essere immuni da vicende tipiche di altre zone d’Italia, invece questi fatti purtroppo accadono anche da noi. Perché è desolante contare i danni di una gelata o di una grandinata, ma lo è ancora di più quando a rovinare i frutteti è l’atto compiuto da una o più persone mosse dalla cattiveria».

Nelle scorse settimane, un frutteto della zona tra Lovero e Sernio, durante la notte, è stato devastato: qualcuno ha tagliato 250 piante in produzione, messe a dimora alcuni anni orsono, causando un danno immediato per il proprietario e perdite future per il mancato raccolto. «Noi produttori sappiamo bene quanto è difficile fare frutticoltura in Valtellina - continua Delle Coste -: contenere i costi, contrastare gli eventi atmosferici e le annate negative. Ma contro questi atti ci sentiamo impotenti e ancora più delusi perché commessi da persone che vivono i nostri stessi problemi».

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Nello spirito mutualistico che caratterizza il sistema delle cooperative, Melavì esprimerà la sua vicinanza al socio Gnali in maniera tangibile, come anticipa il presidente Delle Coste: «Nella prossima riunione del consiglio di amministrazione proporrò di destinare un contributo straordinario al nostro socio per aiutarlo a sostenere le spese per il nuovo impianto».

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