La frana Ruinon è troppo pericolosa: non riapre la strada e il disgaggio non è possibile

Poche le soluzioni trovate nell'incontro in Prefettura tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti

La frana del Ruinon vista dall'alto

In Valfurva la strada provinciale 29 non riaprirà a breve e le operazioni di messa in sicurezza del versante della frana del Ruinon necessitano di molto tempo visto che non è possibile far brillare i grossi massi che minacciano la valle. È questo in soldoni l'esito dell'incontro tenutosi in Prefettura a Sondrio lungo la giornata di mercoledì 21 agosto 2019 tra le autorità competenti: oltre al Prefetto Spena vi erano i rappresentanti di Regione Lombardia (Direzione generale Territorio e Protezione civile), Provincia di Sondrio, Areu, Arpa, Comune di Valfurva, Comunità montana, Forze dell'ordine, gestori dei servizi ed esponenti di altri Comuni limitrofi.

Un incontro, a tratti anche molto acceso, andato, sostanzialmente, a vuoto dove non è stato possibile dare soluzioni immediate e concrete alla grave situazione che flagella la vallata dell'Alta Valtellina da più di 2 mesi ed ora, dopo la caduta di un masso ciclopico all'alba di martedì 20 agosto 2019, collegata al resto della Lombardia attraverso il Passo del Gavia. In direzione Valtellina resta soltanto la pista forestale d’emergenza ma, come spiega il Comune di Valfurva, è transitabile solo dagli autorizzati per esigenze inderogabili e con mezzi idonei a trazione integrale. Alloggiati e/o proprietari di seconde case non possono transitare.

Una situazione di emergenza che ha messo in ginocchio Santa Caterina Valfurva e tutta la sua valle. «Sono 65 giorni che viviamo questo incubo. La preoccupazione è alta come la tensione. È da 35 anni che si parla della frana del Ruinon, ma senza che ci siano soluzioni, e siamo vittime di un'altra frana che è la burocrazia» ha dichiara il sindaco di Valfurva, Angelo Cacciotto.

Impossibilità di intervenire

«Il disgaggio non è ipotizzabile, l'operazione trascinerebbe a valle altri grossi sassi. La soluzione non si prospetta a breve» ha commentato al termine del vertice in Prefettura il presidente della Provincia di Sondrio, Elio Morelli, rispondendo così alle richieste degli operatori della Valfurva di intervenire artificialmente per rendere sicuro il versante. 

Secondo gli esperti della Provincia sono troppe le incognite per far brillare i massi ancora pericolanti sul versante franoso. Si preferisce intervenire a piccoli step in attesa che arrivi il freddo invernali e "congeli" la situazione.

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