Colorina, bracconiere fermato dalla Polizia Provinciale

Nei guai un 70enne residente a Cedrasco. Aveva con sé un fucile a canna rigata con silenziatore non denunciato

Se in provincia di Sondrio l’attività dei bracconieri non conosce sosta, è altresì vero che nemmeno quella degli agenti del Corpo di Polizia Provinciale conosce tregua. Dopo i fatti delle scorse settimane che hanno visto l’identificazione degli autori dell’abbattimento di quattro caprioli in due distinti episodi di bracconaggio, gli agenti del Corpo di Polizia Provinciale hanno portato a termine un’altra operazione che ha permesso di cogliere sul fatto un settantenne residente a Cedrasco il quale, in località “Bruciate” del comune di Colorina, si apprestava a intraprendere una azione di bracconaggio.

Bracconieri uccidono senza pietà quattro caprioli

Durante una normale attività di pelustrazione della zona gli agenti notavano il soggetto, peralatro gia noto agli agenti per fatti analoghi, che uscito dalla baita si inoltrava nel bosco percorrendo un sentiero. Questi aveva zaino in spalla e in mano reggeva un fucile munito di silenziatore. Dato che la caccia agli ungulati è chiusa, gli agenti raggiungevano il soggetto, lo fermavano e lo identificavano. Questi era in possesso di un fucile a canna rigata di calibro 223 basculante con il colpo in canna, sul quale era montato un silenziatore della lunghezza di 36 centimetro e munito di ottica di precisione. Trattasi di un’arma tipica di chi è dedito al bracconaggio in quanto di dimensioni ridotte e facilmente occultabile sotto gli abiti. Il malcapitato è stato trovato altresì in possesso di altri tre cartucce del medesimo calibro, oltre al fatto che a seguito di ulteriori controlli presso la stazione dei Carabinieri di Berbenno, l’arma non risulta denunciata.

Presso la baita gli agenti rinvenivano altre 15 cartucce cariche e 19 bossoli vuoti, sempre dello stesso cali- bro dell’arma. Gli agenti procedevano quindi al sequestro dell’arma, del silenziatore e delle munizioni e al deferimento del soggetto all’autorità giudiziaria contestandogli i reati di :
• Esercizio della caccia in giorni di divieto (art. 18 L. 157/92 – arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a Euro 516,00)
• Esercizio della caccia con mezzi vietati ( in relazione all’uso del silenziatore, art. 13 L. 157/92 - am- menda fino a euro 1.549,00);
• Detenzione abusiva di arma e munizioni senza aver fatto denuncia all’autorità (art. 697 C.P. – arresto da 3 a 12 mesi o ammenda fino a euro 371,00)
• Porto abusivo di arma senza licenza dell’autorità (art. 699 C.P. – arresto da 3 a 18 mesi)
• Porto di armi od oggetti atti a offendere (art. 4 L. 110/75 – arresto da 6 mesi a 2 anni e ammenda da Euro 1.000,00 a 10.000,00)
• Alterazione di armi (in relazione al silenziatore, art. 3 L.110/75 – reclusione da 1 a 3 anni e multa da Euro 309,00 a 2.065,00)

"E’ avvilente constatare - ha dichiarato il Presidente della Provincia Elio Moretti -  che vi sono in circolazione personaggi che non hanno il ben che minimo rispetto delle regole e che nonostante la non più giovane età, il trascorrere del tempo non ha portato loro alcun beneficio. L’unica nota lieta di questa vicenda è che questa volta l’intervento degli agenti della Polizia provinciale ha permesso di prevenire e sventare atti predatori nei confronti della fauna".

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