Ospedale Sondalo, la CGIL: "Un pasticcio, come poco attenta e oculata è stata la gestione dei pazienti sub acuti"

Dure le parole della CGIL

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa a firma della CGIL relativo all'ospedale "Morelli" di Sondalo e i relativi pazienti sub avcuti.

"La sua apertura era stata sbandierata dal Direttore Sanitario dell’ASST Dott. Broich come un importante potenziamento della rete di assistenza, con un intero piano del primo padiglione di Sondalo dedicato alle cure dei pazienti sub acuti con 19 posti letto. Oggi quel piano è di nuovo vuoto, ed i pazienti sono stati trasferiti nel piano che già ospita quelli cardiologici. Terminati i fondi della Regione per fronteggiare l’“epidemia influenzale”, terminato il rapporto di lavoro con gli infermieri assunti attraverso una cooperativa (modalità che condanniamo duramente per la gestione di un reparto ospedaliero), la Direzione ha pensato di rimediare attraverso una sorta di accorpamento “non dichiarato”, dei reparti di cardiologia e dei sub acuti; una scelta che mette in difficoltà sia il personale sanitario, che nonostante le recenti assunzioni rimane estremamente carente, sia gli stessi pazienti.

Ospedale di Sondalo, emergenza o strada verso la privatizzazione?

Un pasticcio, come poco attenta e oculata è stata la gestione dei pazienti sub acuti in questi mesi: gli infermieri della cooperativa si sono in realtà prodigati per assistere le persone ricoverate nel reparto, in gran parte anziani con gravi patologie, ma hanno dovuto fare i conti con la mancanza di attrezzature adatte come i sollevatori, con letti per i pazienti recuperati da fondi di magazzino, riesumando comodini, tavoli e tavolini che farebbero pensare agli anni cinquanta più che a un moderno reparto ospedaliero. La caposala della cooperativa, in questa situazione, si è presto dimessa, creando così ulteriori difficoltà.

A questo si aggiungono la mancanza di personale medico dedicato e la mancanza di chiarezza sul futuro dei vari reparti dell’Ospedale di Sondalo; basti pensare alla stessa Cardiologia e alla Neurochirurgia, mentre dei potenziamenti previsti gli anni passati (cura dei disturbi alimentari, medicina dello sport) non se ne parla nemmeno più. La realtà è quindi ben lontana da quella descritta dalla Direzione di ASST, che dovrebbe gestire una situazione già complessa con particolare responsabilità, trasparenza, lungimiranza, sinergia ed efficacia. Quello che serve alla nostra rete di servizi sanitari non sono interventi estemporanei e affrettati, ma scelte chiare ed investimenti per il futuro. La nuova Giunta regionale è bene che ne prenda atto".

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