Violenze su bambino di 7 anni nel Tiranese: picchiato con calci, pugni ed un tagliere di legno

Il procuratore capo Claudio Gittardi: «Il bambino aveva delle lesioni impressionanti, sia per estensioni che per colorazione dei lividi»

Il questore Angelo Giuseppe Re, il procuratore capo Claudio Gittardi e il vicequestore di Sondrio, Carlo Bartelli

Prima lo ha colpito violentemente con calci e pugni, utilizzando addirittura un tagliere di legno, poi lo ha minacciato, obbligandolo a restare in silenzio e recitare la parte del bambino soggiogato da un compagno di scuola. 

Sono raccapriccianti i dettagli emersi durante la conferenza stampa, convocata dal procuratore capo, Claudio Gittardi, nella giornata di martedì 29 ottobre, presso il Tribunale di Sondrio per descrivere la vicenda che ha portato all’arresto di un 24enne del Tiranese, accusato di maltrattamenti e lesioni personali aggravate ai danni del figlio di sette anni della compagna.

La copertura

Un soggetto violento, già conosciuto dalle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio ed altri riguardanti l’uso di sostanze stupefacenti, che ha provato fino all'ultimo a nascondere la verità.

Per questo, nel tardo pomeriggio di mercoledì 16 ottobre, dopo aver colpito con efferata violenza il bambino, ha fotografato gli ematomi sul suo corpo ed inoltrato le foto, via whatsapp, alla compagna, assente da casa per lavoro, oltre che alle maestre del minore. 

Se inizialmente la madre del piccolo, rientrata in tarda serata a casa dopo il lavoro, ha creduto alla versione del compagno, complice anche il silenzio intimorito del bambino, non ci è cascato il personale medico del pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio a cui si sono rivolti i due adulti, attorno alle ore 23,30, per accompagnare il bambino dolorante.

«Ho potuto vedere le foto che sono state fatte in ospedale. Il bambino aveva delle lesioni impressionanti, sia per estensioni che per colorazione dei lividi» ha riportato con amarezza il Procuratore Capo Gittardi.

La versione, raccontata in ospedale dalla madre, convinta dal mendace racconto del compagno, narrava di colpi violenti inferti al bambino da un coetaneo all’interno dell’orario scolastico oltre che di lesioni domestiche provocate da alcune cadute da una minimoto.

Come raccontato dal questore di Sondrio, Angelo Giuseppe Re, l’inspiegabile ritardo nel richiedere le cure necessarie, oltre che una versione non troppo convincente di quanto accaduto, in relazione soprattutto alla gravità e varietà delle lesioni (20 i giorni di prognosi per il fanciullo), non hanno convinto i medici, tanto da spingerli a segnalare quanto appreso alla Polizia di Stato.

Viste le lesioni il bambino è rimasto ricoverato presso il reparto di pediatria dell'ospedale di Sondrio una settimana. 

Il depistaggio

Il giorno successivo, giovedì 17 ottobre, il 24enne, nel tentativo di depistare ancor di più le indagini, si è presentato presso i carabinieri di Tirano per denunciare un compagno del bambino, di cui ha fatto precisamente nome e cognome, per lesioni e le sue maestre per omessa vigilanza.

Le indagini

Le indagini, su disposizione del pubblico ministero Elvira Antonelli, sono partite dal contesto scolastico dove gli inquirenti hanno ricostruito la giornata del bambino. Dai colloqui con il personale scolastico nulla è emerso che potesse confermare la versione pensata dal tiranese, classe 1995, per poterla passare liscia. 

Gli agenti, con il supporto di uno psicologo, hanno poi interpellato il bambino il quale, molto spaventato dalle minacce subite affinché non rivelasse la verità dei fatti, ha confermato la prima versione data in ospedale.

Sono state alcune persone vicine alla famiglia, alle quali il bambino aveva confidato la verità, a dipanare i dubbi della polizia.

In un secondo colloquio il bambino ha così confidato quanto tragicamente vissuto. «È stata un'esperienza dolorosa e significativa per il minore, minacciato e intimorito, in cui la dottoressa Antonelli è riuscita a guadagnarsi la sua fiducia» ha commentato il vicequestore di Sondrio, Carlo Bartelli.

L'arresto

Una volta acclarata la verità dei fatti le autorità, al fine di tutelare il bambino e sua madre, hanno arrestato il violento. Ora si trova presso il carcere di Sondrio accusato di maltrattamenti e lesioni personali aggravate oltre che di calunnia aggravata per aver coinvolto nei fatti persone estranee a quanto realmente accaduto.

La madre del bambino, dopo esser venuta a conoscenza di quanto tristemente accaduto, ha chiuso ogni relazione con il 24enne e lo ha denunciato.

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