Allarme aviaria in un allevamento valtellinese

Il focolaio potrebbe aver raggiunto altri animali

Scoperto un focolaio di influenza aviaria in un piccolo allevamento di Piateda

La scoperta fatta dall'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, sezione di Sondrio, risale a una decina di  giorni fa ma è venuta alla luce solo in questi giorni, quando l'ordinanza emessa dall'Ats della Montagna è stata pubblicata in diversi siti internet istituzionali.

Il 16 ottobre, stando a quanto comunicato dall'Ats ai Comuni della zona e al Servizio caccia, pesca e strutture agrarie della Provincia di Sondrio, sono arrivati i risultati delle analisi effettuate sulla carcassa di un pollo morto in un allevamento di Piateda. Gli esami non hanno lasciato spazio a dubbi: l'animale era affetto da influenza aviaria di tipo A, sottotipo H5. Innanzitutto, il Dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale dell'Ats ha proceduto alle pratiche da sbrigare con maggiore urgenza, in particolare l'abbattimento e la distruzione degli animali infetti. Dopo l'abbattimento e la distruzione del pollo e di altri a potenziale rischio, l'Ats della Montagna ha emesso, a nome del sostituto direttore del Dipartimento veterinario, il dottor Fabio Orsi, un'ordinanza con la quale vengono istituite una Zona di protezione e di una Zona di sorveglianza.

La prima comprende territori dei Comuni di Castello dell’Acqua, Chiuro, Faedo Valtellino, Piateda, Poggiridenti, Ponte in Valtellina e Tresivio. In questa area verranno applicate diverse misuri, tra le quali il censimento di tutte le aziende avicole commerciali, nelle quali verranno effettuate visite periodiche con esame clinico dei volatili completato, dove ritenuto necessario, dal prelievo di campioni per esami di laboratorio. Volatili che sono da considerare sotto sequestro, mentre le carcasse verranno distrutte. Nella Zona di protezione, inoltre, è istituito il divieto di ogni movimentazione di pollame, altri volatili in cattività, pollastre, pulcini di un giorno e uova in uscita dalla zona di protezione, salvo preventiva autorizzazione in deroga rilasciata dal Dipartimento veterinario; e il divieto di spostamento o spandimento, senza preventiva autorizzazione, di letame o lettiere di volatili. La Zona di sorveglianza, invece, comprende i territori dei Comuni di Albosaggia, Montagna in Valtellina, Sondrio, Spriana e, limitatamente ai territori ricadenti nel raggio di 10 chilometri dal focolaio, i Comuni di Caiolo, Castione Andevenno, Teglio, Torre di Santa Maria. Anche qui vengono adottate misure del tutto simili a quelle previste nella Zona di protezione, ma in alcuni casi meno restrittive (non è previsto il sequestro degli animali e la distruzione delle carcasse). La presenza del focolaio a Piateda è stata comunicata anche ai comprensori di caccia della zona. Per almeno 21 giorni (quindi fino al 9 di novembre), infatti, è vietata la caccia agli acquatici e l'immissione ed introduzione nel territorio di selvaggina cacciabile nel raggio di dieci chilometri dal focolaio.

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