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Furto con destrezza in una gioielleria di Sondrio, arrestata una delle due ladre

Fermata a Bergamo un 30enne senza fissa dimora. Impressionanti le immagini delle abilità nel derubare

 

Grazie ad un’indagine certosina, condotta dalla Squadra Mobile di Sondrio, le due ladre che con destrezza, sabato 10 agosto scorso, hanno derubato la Gioielleria Bonaiti di Sondrio, hanno ora un nome ed una faccia. Ad incastrarle un’impronta digitale e la fitta rete di telecamere di video sorveglianza sul territorio.

Grazie all’ausilio delle telecamere cittadine oltre che a quelle poste sulla statale 38, sulla superstrada 36 e la provinciale che da Lecco conduce a Bergamo, è stato possibile individuare il mezzo, una Fiat berlina, con cui le due donne avevano raggiunto il capoluogo valtellinese appositamente per compiere il reato.

Inoltre, l'impronta lasciata dalla più giovane delle due, Serena Demetrio del 1989, sullo specchio utilizzato per provare i gioielli che il commerciante sondriese le proponeva durante la truffa ha permesso di dare un nome alle ladre. Un piccolo errore divenuto fatale grazie all’abilità degli agenti della Polizia di Stato di Sondrio.

Entrambe italiane ma senza fissa dimora, vivevano in campo rom a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo.

Le indagini, hanno quindi portato all’arresto della 30enne, rinchiusa presso il carcere di Bergamo da venerdì 30 agosto 2019, dopo che è stata fermata dalla Squadra Mobile di Bergamo mentre si trovava a bordo della sua auto. La seconda donna, una 56enne, risulta tutt’oggi latitante ed è ricercata su tutto il territorio nazionale.

Della refurtiva, del valore stimato di 20mila euro, neanche l’ombra.

Il furto

Il furto con destrezza condotto dalle due donne italiane, entrambe affabili e distinte, si è consumato così: mentre la più giovane si fingeva interessate ad acquistare, facendosi aiutare dal titolare, la seconda, complice la distrazione del gioielliere, depredava un rotolo di gioielli precedentemente celato con un foulard mettendoselo nella borsa. Per dare ancora meno "nell'occhio" le due donne avevano comprato, spendendo 50 euro di acconto, un monile. Il gieiello però era stato lasciato al gioielliere perchè potesse modificarlo come richiesto dalla "compratrice". Una dinamica tanto ordinaria quanto ingannevole che ha permesso di concludere la truffa senza farsi scoprire.

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