Val di Mello: Ersaf risponde alle critiche

Un documento schematico, chiamato "Operazione trasparenza", è stato redatto dall'ente regionale per analizzare le critiche ricevute («spesso false») sul progetto per il circuito percorribile da disabili e anziani nella valle retica

La Val di Mello fotografata dal presidente di Ersaf Alessandro Fede Pelloni (Facebook)

Che il progetto "Vally4All", ideato da Ersaf per la Val di Mello, fosse un campo di scontro e battaglia lo si era ampiamente capito da settimane. Sono tante, tantissime, le questioni che hanno fatto dividere l'opinione pubblica, come sono altrettante le critiche e le obiezioni che hanno raggiunto Ersaf, promotrice del progetto pensato per consentire anche a persone con disabilità motoria di entrare in Val di Mello, godendo così delle sue bellezze.

Critiche precise e puntuali, spesso portate avanti dalle "Guide alpine della Val di Mello" e dal "Movimento per la tutela della Val di Mello", alle quali Ersaf, seppur spesso ritenendole false, ha voluto rispondere attraverso un documento chiamato "Operazione trasparenza".

Un documento puntuale, attraverso il quale l'ente regionale ha cercato di "smontare" le critiche, punto dopo punto. Ecco quindi di seguito le risposte date da Ersaf alle critiche ricevute:

1) “La Val di Mello non è di ERSAF, non è del Comune di Val Masino, ma è un bene di tutti. La proposta è la bandiera di come non si deve intervenire in una Riserva naturale, la proposta non ha nulla a che vedere con una riserva naturale.”

La Riserva Naturale Val di Mello è di tutti, un bene comune da salvaguardare e tutelare.
Per questo richiede una corretta manutenzione e gestione dell’ambiente nel fondovalle ed in particolare dei due habitat prioritari Natura2000 presenti, che discendono dal lavoro tradizionale d'alpeggio: i prati sfalciabili (nardeto ricco di specie), attualmente calpestati perché in alcuni tratti non vi è più traccia del sentiero; e i boschi di ontano bianco di greto, minacciati dalla vegetazione invasiva da tagliare; e nella costruzione del progetto sono state tenute ben presenti le buone pratiche tramandate dai contadini per preservare l’habitat naturale, come la manutenzione dei sentieri, il mantenimento dei muretti a secco, le opere spondali a difesa dei prati-pascoli. Salvaguardare nel tempo gli elementi naturali è un interesse di tutti, perché il paesaggio è sottoposto continuamente a minacce naturali; ad esempio per assicurare la necessaria sicurezza idraulica ed evitare esondazioni ed erosioni occorre modellare e spostare i sedimenti e i materiali portati dalle piene nell’alveo del torrente ripristinando le scogliere naturali.

2) “La Val di Mello è bella così com’è, senza nuovi irrazionali percorsi; anzi bisogna ridurre e qualificare il turismo che sta assumendo proporzioni devastanti e sensibilizzare verso una fruizione consapevole della valle”

Il fondovalle è una Riserva Paesaggistica proprio perché è un paesaggio antropizzato, non un habitat selvaggio vietato alla fruizione dell’uomo.
Comune ed ERSAF sono però da sempre in prima linea e fortemente impegnati nel contenere il turismo di massa che minaccia la riserva, cercando di preservare la bellezza e l’autenticità del paesaggio anche con soluzioni concrete, come le limitazioni previste per l’accesso delle auto (per i primi km è ammesso solo a pagamento e per una limitata disponibilità di posti, e termina al parcheggio del Gatto Rosso).

Ritengono inoltre che la fruizione consapevole della Val di Mello debba tener conto delle nuove sensibilità culturali, sociali e ambientali per un turismo sostenibile, inclusivo, responsabile e partecipato dalle comunità locali.

3) “Il sentiero in sponda sinistra del Torrente non si tocca.”

La manutenzione ordinaria dei sentieri è una pratica normale in montagna: quanti sentieri non sarebbero più percorribili senza i normali interventi di manutenzione ordinaria?
Il sentiero percorre la Riserva Paesaggistica nel fondovalle dove gli habitat naturali si intersecano con gli habitat antropici: gli interventi saranno finalizzati, oltre che a favorire l’accessibilità, anche per migliorare la sicurezza per i disabili e per tutti i frequentatori, specie considerando la necessità di sistemare il ponte di accesso oggi pericolante, che sarà solo pedonale.

4) “C’è già la mulattiera sulla sponda destra del Mello: i disabili fateli passare di là.”

Le analisi preliminari in corso non prevedono interventi significativi sulla mulattiera, strada “agro-silvo-pastorale” la cui sistemazione, che in ogni caso richiede importanti risorse, è all’attenzione dell’ente gestore.

5) “Il progetto prevede che il tracciato, specie nei passaggi tra massi, possa venire allargato tramite l’utilizzo di ruspe, fino a trasformare un sentiero alpino in una pista.”

Non è previsto nessun intervento “invasivo” o di demolizione di massi impervi e stretti.
Non verranno toccati i massi da scavalcare né modificati i salti esistenti; verranno solo ripristinate piccole scogliere in pietra naturale lungo le sponde del Torrente (utili ad evitare esondazioni durante le piene), consentendo così un’alternativa ad utenti più “fragili”.
Non verrà realizzata nessuna strada in cemento né infrastrutture invasive, tantomeno saranno usati esplosivi negli interventi.

6) “Nel progetto la pietra, il muretto, il gradino diventano insidie da abbattere, il tronco-ponte per passare un ruscelletto un pericolo da eliminare e arginare con un ponte cementato, la vegetazione verde infestante da sradicare, la delicata traccia da seguire nell’erba sostituita da una segnaletica per non vedenti.”

La pietra, il muretto, il gradino non verranno toccati (in qualche punto i sassi caduti a terra verranno recuperati per ripristinare le “muracche”), i tronchi-ponte per passare un ruscelletto verranno sostituiti, solo se deteriorati, con tronchi nuovi e resi più sicuri.
La vegetazione infestante (rovi) sarà eliminata: si tratta di una pratica forestale importante per tutelare le piante autoctone come larici e ontani bianchi (habitat e specie protette da Natura 2000).

7) “Se la montagna ci ha insegnato qualcosa, è l’accettazione dei limiti nostri e di chi viene con noi. Un intervento diverso da un sentiero con le joelette sarebbe un progetto utile a chi lo mette in opera e non ai presunti destinatari.”

L’idea progettuale si ispira alla Dichiarazione di Norcia, approvata nel Convegno internazionale “Il Parco è di tutti. Il mondo anche” organizzato da Federparchi e Federazione Italiana Superamento dell’Handicap (FISH) nel 2003: “Il Parco è di tutti. Il mondo anche: principi e impegni per la libertà di accesso alla natura e per la sua fruibilità”.

I valori che ispirano l’azione quotidiana e la gestione della Riserva Naturale si fondano sull’impegno civile e sulla forte passione in difesa dell’ambiente eco-sostenibile, nella consapevolezza che la fruibilità della natura e dell’ambiente va estesa a tutti.
I bisogni delle persone con disabilità impongono quindi una rivisitazione di un’area naturale protetta per renderla sempre più accessibile, e ciò assegna alla responsabilità di chi governa anche tutte le decisioni concrete sulle tipologie di interventi inclusivi e sull’utilizzo di materiali e tecnologie ecocompatibili.

Potrebbe interessarti

  • Il Passo Gavia è riaperto ma sembra un fiume

  • C'è un temporale in arrivo

  • «È solo un arrivederci», dalla demolizione dell'oratorio spunta il saluto che commuove

  • Quanto successo a Sondrio per lo Street Food Truck Festival

I più letti della settimana

  • Valle Spluga, il maltempo blocca Statale 36

  • Tirano, travolto e ucciso nella notte

  • Grosio, caduta fatale da una scala: Ivano Negri non ce l'ha fatta

  • Camion investe 87enne all'alba, tragedia a Tirano

  • Maltempo: incredibile salvataggio ai piedi dello Spluga in Svizzera

  • Valfurva, donna muore sul San Matteo

Torna su
SondrioToday è in caricamento