Dopo il museo della montagna il Comune di Sondrio chiede al Politecnico di Milano di ripensare il futuro di Castel Masegra

L'esperto incaricato, Stefano Della Torre: «I restauri degli anni scorsi hanno puntato sui lavori senza porsi il problema della compatibilità e della sostenibilità del suo utilizzo»

Il Comune di Sondrio vuole ripensare, nonostante la recentissima apertura del nuovo CAST - Il CAstello delle STorie, il futuro di Castel Masegra. Per questo ha commissionato a Stefano Della Torre, docente del Politecnico di Milano, a al suo team, uno studio che possa permettere di ripensare al Masegra, a come utilizzarlo e come adeguarlo in relazione alle sfide che lo aspettano nei prossimi anni. 

L’obiettivo è di approfondire le questioni connesse alla fruizione del castello, sulla quale influiscono sia la scarsa disponibilità di sale, sia la presenza di spazi piccoli e poco connessi tra loro, che potrebbero limitare l’afflusso dei visitatori.

Stefano Della Torre

Da consulente di Fondazione Cariplo ha seguito il progetto dei Distretti culturali lombardi, nel quale era inserito anche il Distretto Culturale della Valtellina. Ha avuto quindi modo di entrare in relazione con un intervento fatto proprio sul Castel Masegra; oltre che ha operato nell’ambito di un progetto Interreg che ha finanziato l’indagine diagnostica.

«I restauri effettuati negli anni scorsi - sottolinea Della Torre - hanno puntato sui lavori senza porsi il problema della compatibilità e della sostenibilità del suo utilizzo. Castel Masegra ha un’accessibilità non facile e non si può ragionare su un uso sostenibile senza coinvolgere la rigenerazione almeno dell’ex cotonificio Fossati, e magari dell’ex manicomio, altrimenti parcheggi, attività e servizi non saranno mai adeguati».

Il problema di Castel Masegra

Il problema per Della Torre nasce dalla mancata valorizzazione sistemica del patrimonio culturale di Sondrio e dalla scarsa sensibilità nei confronti di un centro storico con potenzialità colpevolmente sottovalutate. «Le scelte strategiche devono essere ragionate su una scala più ampia che non sia quella architettonica - continua Della Torre -: noi puntiamo a costruire una visione complessiva e a individuare azioni coordinate. Abbiamo la necessità di inquadrare meglio l’obiettivo per non sprecare risorse pubbliche senza risultati durevoli».

Secondo Della Torre per decenni si è lavorato per lotti, senza affermare una visione complessiva del ruolo della cultura nel modello di sviluppo della città: «Il nostro compito - spiega - è portare una visione gestionale, che consenta di fondare le prossime scelte su scenari e valutazioni realistici. Come? Insistendo nella promozione del turismo sostenibile lungo la Via dei Terrazzamenti da Morbegno a Tirano, intercettando i grandi flussi del turismo diretto in alta valle, offrendo un sistema cittadino e più in generale realizzando la connessione tra filiere produttive e attività culturali. Nel contesto di queste strategie la collaborazione tra le istituzioni potrà dare grandi frutti».

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