Sanità provinciale, i sindaci dell'Alta Valle diserteranno il tavolo tecnico della Provincia

I primi cittadini di Livigno, Valdidentro, Valfurva, Bormio, Valdisotto e Sondalo hanno accolto la richiesta del "Comitato di difesa della sanità di montagna"

I Sindaci della Comunità Montana Alta Valtellina, dopo attenta valutazione, hanno deciso di non partecipare alle riunioni del tavolo Tecnico Provinciale sulla sanità in programma a Palazzo Muzio nella giornata di mercoledì 11 dicembre, sostenendo così la proposta espressa dal "Comitato a Difesa della Sanità di Montagna".

«Come già rimarcato nei vari incontri istituzionali, il piano di riqualificazione della rete ospedaliera provinciale di Regione Lombardia, redatto dal Politecnico di Milano, non può essere da noi condiviso ed accolto per tutte le criticità già esplicitate nel documento presentato alla Conferenza dei Sindaci lo scorso 5 novembre e trasmesso poi a tutti i Comuni della Provincia» hanno evidenziato i sindaci di Livigno, Valdidentro, Valfurva, Bormio, Valdisotto e Sondalo.

«Discutere, oggi, a livello tecnico sui contenuti di un piano sul quale ci si è già ampiamente pronunciati, significherebbe in qualche modo avvallarne la bontà e ricevibilità. Riteniamo che non abbia alcun senso esaminare la questione se non si parte dal presupposto che il Piano è stato completamente “calato sul territorio sbagliato” e che, tra l’altro, non tiene conto delle realtà territoriali vicini che rientrano appieno in una visione di sanità di montagna» continuano i primi cittadini.

«Condividiamo e raccogliamo pertanto l’appello del Comitato a Difesa della Sanità di Montagna e fintanto che la Regione non boccerà le ipotesi proposte dal Politecnico, i sottoscritti non coglieranno l'invito del Presidente Moretti a costituire dei tavoli mandamentali di esperti, non per sottrarci alla discussione, ma perché riteniamo che le basi di discussione debbano essere altre, condivise dalla parte politica interprete dei bisogni del territorio» si legge in una nota congiunta.

«In questo delicato momento è più che mai fondamentale e doverosa la riapertura dei tavoli preposti (Assemblea dei Sindaci del Distretto Valtellina e Alto Lario e Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Distrettuale Valtellina) per una nuova analisi ed un confronto costruttivo, che parta dalla condivisione dei Sindaci, che non possono e non devono sottrarsi al proprio ruolo, delle reali esigenze della sanità provinciale, senza campanilismi o interessi di parte ma avendo come scopo unico e ultimo la tutela della collettività attuale e futura, non solo per quanto attiene gli aspetti sanitari ma anche con la dovuta attenzione al tema sociosanitario delle cronicità - sottovalutato nel citato piano - e al tema delle Emergenze Urgenze che non tiene conto realmente delle peculiarità del territorio non garantendo la “tutela della vita”, anche alla luce degli episodi verificatisi in valle di recente» continuano i sindaci del Bormiese.

Il modello "hub&spokes" proposto dal Politecnico di Milano

Agli Amministratori non è piaciuto come è stato "liquidato" il passato. «Il sistema Emergenza Urgenza costruito in anni di professionalità viene poi liquidato in poche righe mentre occorre contestualizzarlo su un territorio fortemente turistico con punte di picco imponenti e che si accinge ad ospitare le Olimpiadi Invernali 2026».

«Riteniamo che per valorizzare adeguatamente la montagna non di debbano “smontare” i servizi, come si sta proponendo nel Piano del Politecnico, ma casomai migliorarli e potenziarli in prospettiva di un sempre più maturo sviluppo turistico. Il clima di incertezza creatosi sulla sanità locale sta provocando “fughe” di qualificati medici che scelgono di operare fuori Provincia con ulteriore indebolimento della sanità e l’inevitabile disorientamento e forte preoccupazione della popolazione» hanno specificato i rappresentanti pubblici.

Considerato quanto sopra detto, esprimiamo forte timore che la mancata adozione in tempi brevi di una nuova proposta di piano condivisa a livello provinciale possa mettere in pericolo la buona riuscita di qualsiasi futura azione considerata la già precaria situazione della sanità locale» hanno concluso i sindaci di Livigno, Valdidentro, Valfurva, Bormio, Valdisotto e Sondalo.

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