Sanità, i Sindaci della Valchiavenna non ci stanno: "NO alla chiusura delle sale operatorie di Chiavenna e Sondalo"

"Noi ribadiremo, oggi e allora, la necessità di avere i servizi adeguati presso l'ospedale di Chiavenna. Nessuno faccia fughe in avanti"

Pochi giorni fa i sindaci della Provincia di Sondrio sono stati chiamati ad intervenire ad un incontro con l'ATS della Montagna e con il Politecnico di Milano nell'ambito del percorso di costruzione di un modello di sanità per il nostro territorio. L'accordo sul metodo è molto chiaro: ogni territorio si è impegnato ad inviare il proprio contributo in merito alla situazione del mandamento.

Proprio per questo motivo, in questi giorni, tra i sindaci della Valchiavenna si sta realizzando un confronto sul documento da inviare, che sarà poi reso noto appena trasmesso.

"Nel nostro intervento alla conferenza dei sindaci - si legge in una nota congiunta di Patrizia Pilatti, Presidente Assemblea dei Sindaci e Severino De Stefani Presidente Comunità Montana Valchiavenna -  tra gli altri aspetti, abbiamo sottolineato un semplice principio: ad un territorio montano non si può applicare un modello cittadino. Per questo motivo l'intervento dei comitati popolari ci ha fatto molto piacere in quanto perfettamente coincidente al nostro. In particolare ci teniamo a ribadire che:

 -ogni territorio ha delle esigenze di salute, di tempi, di posizione geografica che sono vere e non capricci. Lo studio serve a questo: come rispondere alle esigenze di ogni territorio? Per questo non servono fughe in avanti di singoli sindaci o di mandamenti (come avvenuto negli ultimi giorni)
-come sindaci della Valchiavenna abbiamo già espresso la nostra netta e totale contrarietà alla proposta avanzata ad ottobre dalla CISL di chiudere le sale operatorie di Sondalo e Chiavenna (classico esempio di come si voglia applicare un modello di città in montagna)
-invieremo nei prossimi giorni il nostro documento che nei fatti dimostrerà come il presidio ospedaliero di Chiavenna, il Pronto Soccorso ed un adeguato servizio di Emergenza Urgenza insieme a diversi e altri servizi e reparti siano irrinunciabili a Chiavenna e meritano, invece, un potenziamento.

Ci pare che avevamo condiviso con gli assessori Sertori e Gallera un metodo di lavoro. Noi e loro siamo rimasti fedeli e responsabili a questo percorso. Poi ci sarà il momento in cui la politica regionale, sulla base di quanto raccolto, deciderà il modo in cui fare sanità sul nostro territorio. E noi ribadiremo, oggi e allora, la necessità di avere i servizi adeguati presso l'ospedale di Chiavenna. Nessuno faccia fughe in avanti".

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