La Valmalenco si mobilita con una petizione contro la strada da Franscia a Dosso Vetti

Lanciata online una raccolta firme contraria al progetto del Comune di Lanzada. La replica del sindaco Negrini: «È una richiesta legittima arrivata da operatori agricoli. Se ne occuperà la prossima amministrazione»

Campo Franscia, nel territorio comunale di Lanzada in Valmalenco

La sensibilità e l'attenzione nei confronti di nuovi interventi nelle valli valtellinesi è alta. Ne è la dimostrazione la raccolta firme lanciata sul portale change.org contro il progetto, ipotizzato dal Comune di Lanzada, in Valmaleco, di costruire una nuova strada che possa unire Franscia con le località Dosso Vetti e Campascio.

«Diciamo no a quest’ennesimo scempio, ennesima vergogna, ennesimo attentato alla cultura di queste montagne e al loro futuro, sepolto sotto uno strato di calcestruzzo. L’intera area si presenta critica dal punto di vista geologico e non si capisce come potrà passare tra le balze di roccia senza distruggere la secolare mulattiera che dall'’800 gli alpinisti usavano per raggiungere i rifugi del Bernina» hanno commentato i promotori della raccolta firme, sottoscritta (per ora) da 150 persone.

«Lasciamolo così... che di strade e cemento la Valmalenco è già satura.  L’Amministrazione Comunale di Lanzada intende realizzare una nuova rotabile di accesso ai maggenghi Orsera, Fontane Dosso Vetti e Campascio di Torre del costo di 480.000 euro - si legge nella descrizione della petizione online - La scheda tecnico-economica d’intervento prevede la realizzazione di una strada larga 2,50 m, con un primo lotto pari a 1575m.  L’opera è impattante e comporterà opere di scavo, pavimentazione in calcestruzzo nei tratti di maggior pendenza, la realizzazione di n. 7 tornanti aventi raggio di curvatura maggiore di n. 6 metri lineari, murature di sostegno in pietrame e malta con fondazioni in cemento armato e realizzazione di aree di scambio ogni 300 m».  

La replica del sindaco Negrini

Dal canto suo, il sindaco di Lanzada Marco Negrini, interpellato dal quotidiano IlGiorno, ha così commentato la mobilitazione popolare: «Quella fatta dagli uffici è una determina per individuare professionisti cui affidare un eventuale incarico professionale su una richiesta che è arrivata da operatori agricoli di Lanzada. Questi ultimi, legittimamente, chiedono di poter raggiungere in modo più agevole i loro alpeggi. Dell'eventuale opera, tra l'altro, si occuperà la prossima amministrazione visto che per noi il mandato è ormai terminato». 

Il commento di Michele Comi

Di opinione diversa il celebre geologo e Guida alpina, Michele Comi: «Basta strade che distruggono la bellezza. Il degrado sta a fondovalle già attraversato da mille strade. Le risorse possono essere impiegate per compensare il "mancato reddito" di chi realmente pratica l'agricoltura di montagna in condizioni difficili, non dissolte in calcestruzzo e gasolio buono solo per muovere le ruspe».

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