Le responsabilità per la Frana del Ruinon, colpa di Regione Lombardia o dello Stato Italiano?

Presentate a Milano due mozioni di vedute opposte durante il "question time" in Consiglio regionale

La frana del Ruinon in penombra (Foto di Francesco Clementi/Facebook)

In politica si sa, le posizioni sono spesso diverse e contrastanti, specie se chi si confronta siede in due banchi opposti di un'assemblea politica. Visioni ed interpretanzioni diverse, quindi, come accaduto durante il "question time" all'interno del Consiglio regionale lombardo di martedì 17 settembre 2019 dove, Viviana Beccalossi, consigliere regionale del Gruppo Misto, e Fabio Pizzul e Raffaele Straniero, consiglieri regionali del Partito Democratico, hanno dato la loro divergente versione "politica" della frana del Ruinon in Valfurva.

Di chi è la colpa?

«La frana del Ruinon in Valtellina, è una priorità assoluta e da troppi anni Regione Lombardia e gli altri enti locali stanno affrontando da soli il problema. Non è più tollerabile il silenzio del governo, che per anni ha ignorato le richieste di fondi per le opere. Il ministro Costa dovrebbe conoscere perfettamente la situazione: è tempo di passare dal silenzio ai fatti, che tradotto significa aprire il portafogli e intervenire velocemente» ha dichiarato Viviana Beccalossi accusando lo Stato italiano di inefficienza.

Di posizione diversa i rappresentati del PD regionale. «Regione Lombardia agisce soltanto in emergenza e che non ha mai preso misure strutturali, incrociando le dita per vent’anni e abbandonando la Valfurva, rimasta sempre più isolata. Adesso si parla di misure vere, di bypass idraulico e di gallerie, ma finora? Non si può sempre incolpare il governo di turno, quando per vent’anni questa giunta non è stata capace di effettuare una seria programmazione».

La pianificazione degli interventi

Ad entrambe le richieste di chiarimento ha risposto l’assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni il quale, dopo aver fatto un reso conto degli ultimi rilevanti avvenimenti sul versante franoso del Ruinon, ha illustrato le azioni messe in campo per risolvere quanto prima la critica situazione venutasi a creare in Valfurva.

Ha apprezzato le risposte date la Beccalossi: «L’assessore Foroni ha giustamente ricordato l’impegno della Regione in questi giorni difficili per la Valfurva. Un impegno che non è limitato alla gestione dell’emergenza e al monitoraggio della frana, ma che, solo per limitarsi agli ultimi anni, si è concretizzato con il rifacimento del ponte tombottto sulla strada provinciale e sul finanziamento per 5,4 milioni di euro della galleria artificiale sulla SP29, i cui lavori erano in corso prima dell’ultima crisi, oltre ai quasi 8 milioni per la realizzazione del diversivo del torrente Confinale e per la risistemazione della pista forestale oggi usata per emergenza. Tutte opere che da sole non basteranno se il governo non sbloccherà i 160 milioni necessari per quella più importante, relativa al by-pass idraulico per il torrente Frodolfo e alla realizzazione di una galleria stradale lontana dall’area di frana».

«Ad oggi manca un programma di intervento complessivo di messa in sicurezza della frana del Ruinon che è conosciuta e monitorata dal 1997 e dopo vent’anni non esiste ancora una pianificazione degli interventi necessari a consentire i collegamenti sicuri con i comuni e i territori interessati» hanno evidenziato Fabio Pizzul e Raffaele Straniero.

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