Sentiero Ersaf in Val di Mello, Luca Verri: "Non umiliate i disabili"

Il responsabile dei Servizi sociali del mandamento di Sondrio, sul sito valdimello.it, esprimere la sua contrarietà al percorso accessibile nella "valle incantata" suggerendo anche una riflessione più ampia su disabilità e dignità personale

Continua a far discutere il progetto di Ersaf per l'adeguamento dei sentieri della Val di Mello, rendendoli così accessibili per tutti. Un progetto che prevede la creazione di un circuito ad anello, lungo circa 3 chilometri, tracciato sopra gli attuali sentieri della "valle incantata", a destra e sinistra del torrente Mello.

Tra le vosi alzatesi a difesa del territorio, oltre a quelle (forti) delle Guide Alpine, anche quella di Luca Verri, responsabile dei Servizi sociali per l'Ufficio di Piano del mandamento di Sondrio, oltre che grande amante della montagna e degli sport alpini. È così che Verri, sulle pagine del sito www.valdimello.it, ha voluto esprimere la sua opinione, frutto della sue esperienze professionali e personali. Una riflessione fine che, suggerisce una riflessione a tratti più ampia, sul concetto di disabilità e di dignità personale.

Ecco qui di seguito la riflessione di Verri:

Un sentiero attrezzato, una pista sicura nell’oasi naturale protetta della val di Mello. Un progetto per rendere accessibile a tutti l’area protetta del parco. 
Idea che a prima vista sembra condivisibile ma che partorisce un mostro, da una parte accogliente e solidale dall’altra deforme e respingente. Provo a spiegarmi.

Da oltre trent’anni mi occupo di tutela dei diritti delle persone fragili (minori, disabili, anziani…), da sempre convinto che ognuno ha dignità e risorse da scoprire e consolidare. Ogni azione, anche la più compassionevole, che non rispetta la dignità e che riduce la possibilità di scoprire il proprio potenziale è dannosa per la persona che vogliamo aiutare.

Quando parliamo di disabilità lo scenario che si spalanca ai nostri occhi è multiforme: persone in sedia a rotelle, ciechi, sordomuti, bambini affetti da sindromi più o meno note, adulti con malattie irreversibili e molto altro. Chi vogliamo aiutare con il progetto di adeguamento di un sentiero per disabili lungo la valle?

A chi pensiamo quando vorremmo regalare con questo progetto un attimo di felicità a contatto con una natura incontaminata? Se pensiamo alle disabilità motorie qual è il confine che vogliamo superare con le sedie a rotelle o con la jolette? Quello del parcheggio di fondovalle o quello dei primi ristoranti o ancora vorremmo consentire al disabile di raggiungere l’ultimo rifugio? Tecnicamente le possibilità di spingere questo confine sempre più in la sono pressoché infinite.

Ma se l’abbattimento delle barriere fisiche è una necessità e un diritto nei luoghi della vita quotidiana, l’applicazione di questo principio all’infinito e indistintamente produce effetti distorsivi ed aberranti.

Si è discusso tanto in passato se fosse giusto consentire a tutti l’accesso in auto alla val di Mello. Si è lottato per evitare l’asfalto e combattuto per non allargare i sentieri, così da permettere, secondo le possibilità e i desideri di ciascuno, di varcare la soglia di un paradiso sensoriale fatto di cascate, ruscelli, profumi, massi. 

La Val di Mello è un gioiello ecologico, un’area vincolata a livello paesaggistico fin dal 1973 che nel 2009 è diventata una Riserva Naturale Regionale. Togliete questa semplice magia e ad un bambino, a un disabile o a un anziano sembrerà di essere nel giardino di casa, dove si muove sicuro, senza sorpresa e senza alcuna emozione.

Per questo penso che una pista attrezzata per disabili in un’oasi naturale protetta è un’aberrazione. Per questo credo che umili le persone fragili che cercano un contatto con la natura superando il proprio limite.
Attrezziamo piuttosto il parcheggio di fondovalle, dotiamo il Comune di pulmini attrezzati, aiutiamo la locanda il Gatto Rosso ad avere servizi attrezzati per disabili o sistemiamo il campeggio,  ma non spostiamo  massi, non lisciamo il terreno per chi vuol tastare ciò che non vede, per chi vuole muoversi in un ambiente incontaminato guidato dai rumori della natura, per chi vuole spingere la sua carrozzina un po’ più in la e magari con l’aiuto degli amici ancora più in la e ritrovarsi dopo un po’ di fatica ad aver conquistato il suo spazio in mezzo alla natura

Vi lascio con un consiglio che vi aprirà gli occhi: Gioco d’equilibrio. Cieco sul tetto del mondo – di Andy Holzer.     
Buona lettura

Luca Verri - Responsabile servizi sociali

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