I sindacati uniti: «Bene il nuovo piano della sanità provinciale ma si convochi il tavolo territoriale per migliorarlo»

Le Direzioni Strategiche di ATS della Montagna e di ASST Valtellina e Alto Lario hanno presentato a CGIL, CISL e UIL il progetto di riqualificazione redatto dal Politecnico di Milano

È un giudizio tutto sommato positivo quello che esprimono i sindacati della provincia di Sondrio, CGIL CISL e UIL, in relazione al nuovo piano per la sanità provinciale redatto dal Politecnico di Milano su impulso di Regione Lombardia. Nella giornata di mercoledì 16 ottobre 2019 le Direzioni Strategiche di ATS della Montagna e di ASST Valtellina e Alto Lario hanno presentato alle Organizzazioni Sindacali Confederali della provincia di Sondrio il progetto di Riqualificazione della rete ospedaliera di Valtellina e Alto Lario.

Il destino dei quattro ospedali della provincia di Sondrio

«Dalla presentazione si evince la volontà di mantenere in essere tutti gli ospedali diversificandone ruoli, vocazioni, funzioni e attività: Chiavenna e Morbegno si connotano come presidi del territorio destinati a mantenere ciò che è presente ed ad implementare unità di offerta per Degenze di Comunità, Sub Acuti, Ambulatorialità, prestazioni Diagnostiche e ad una particolare attenzione al rapporto con il territorio e con i MMG; Sondrio viene individuato come DEA di II° livello con conseguente centralizzazione di alcune alte specialità oggi presenti a Sondalo; Sondalo viene valorizzato sia per il contesto Riabilitativo che per la definizione della sede del Dipartimento di Emergenza Montagna (Traumatologia) soprattutto per rispondere ai flussi turistici della zona» hanno commentato le tre sigle sindacali unite.

Sfide per il futuro

«Dentro questo quadro d’insieme di realizzano importanti opere di messa a norma e di miglioramento delle strutture (30 milioni di euro a Sondrio e 10 milioni di euro a Sondalo) puntando ad avere una migliore e più efficace gestione degli aspetti logistici e alberghieri. Particolarmente interessante e sfidante appare poi l’attenzione posta sulla parte territoriale (troppo spesso dimenticata in precedenza) con il completamento del percorso della presa in carico, con il nuovo progetto delle degenze di comunità (avanzate e di base) e con un rinnovato impegno sulla telemedicina, temi sui quali auspichiamo una maggior concretezza rispetto al passato» hanno continuato Micaela Turcatti della CGIL, Marco Contessa della CISL e Giuseppe Sergi della UIL.

«La proposta inoltre accentua l’attenzione alle attività di Emergenza ed Urgenza, ribadendone centralità ed importanza per il nostro territorio, garantendo ed implementando la rete territoriale di ATS sia per quanto attiene i mezzi che il personale coinvolto. Fin qui la presentazione delle linee generali che andranno necessariamente approfondite in dettaglio in appositi momenti di confronto con ATS e ASST per quanto riguarda gli aspetti operativi e le conseguenze su lavoratori e cittadini, poiché alcune scelte annunciate – così formulate – non appaiono del tutto comprensibili.

Correttivi necessari

A parere di CGIL CISL e UIL «è però necessario, anzi fondamentale affinché possano essere introdotti i giusti correttivi al progetto che il territorio faccia sintesi comune delle sensibilità presenti e dialoghi con Regione Lombardia in modo unito e compatto: più saremo divisi a livello territoriale più a livello regionale decideranno autonomamente (come succede da 30 anni a questa parte...). Per questo motivo CGIL CISL e UIL hanno chiesto al Presidente della Provincia di riattivare il tavolo territoriale della sanità, da sempre individuato come luogo di analisi, discussione e sintesi. L’assenza della ripresa del confronto comporterà, oltre alle responsabilità politiche, un ulteriore indebolimento del nostro sistema sanitario provinciale con il conseguente allontanamento dei professionisti e dei pazienti».

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