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A Sondalo si apre un reparto covid ogni due giorni per i valtellinesi. I medici: «Finiti posti per quelli di fuori provincia»

Presentata a Sondalo la riconversione ad "ospedale covid-19". I dati della delicata situazione

 

Presso il Morelli di Sondalo, ricovertito dallo scorso 2 marzo a "ospedale covid-19", sono state ricoverate 197 persone. Attualmente i ricoverati sono 139, di cui 99 uomini e 40 donne. I pazienti dimessi sono in totale 31 (14 uomini e 17 donne).

Dall'inizio dell'emergenza coronavirus i deceduti presso il nosocomio sondalino sono 25, di cui 19 uomini e sei donne.

Alle ore 10 di venerdì 20 marzo 2020 i pazienti in rianimazione, sottoposti a terapia intensiva, erano 18: di cui 14 uomini e 4 donne.

In totale i tamponi eseguiti all'ospedale Morelli di Sondalo sono 396, di cui 186 positivi e 210 negativi.

Una volta completati i lavori, a regime, al Morelli ci saranno 200 posti per i pazienti affetti da coronavirus suddivisi in rianimazione (terapia intensiva) e terapia sub-intensiva, in cura o in osservazione: sono ospitati nei padiglioni 1 e 4 attualmente mentre i due piani del padiglione 6 sono in corso di allestimento.

Tra i ricoverati vi sono sia pazienti residenti in provincia di Sondrio che provenienti da altre zone della Lombardia in particolare dalle province di Brescia, Lodi e Cremona.

≪Dal 2 marzo abbiamo iniziato ad accogliere i primi pazienti - ha sottolineato il direttore sanitario Giuseppina Ardemagni -, riorganizzando la struttura per allestire i posti letto. Lo sforzo prodotto è stato incredibile: oggi abbiamo numeri impressionanti con 139 pazienti ricoverati e 22 posti in terapia intensiva quasi interamente occupati. Ce la stiamo cavando bene grazie ai medici, agli infermieri e a tutto il personale che lavorano con grande dedizione, senza risparmiarsi: li ringraziamo per quanto stanno facendo, ma non è abbastanza. Il modo migliore che abbiamo come cittadini per riconoscere il loro impegno è quello di rimanere in casa per contenere la diffusione del virus≫. 

≪Si tratta di una patologia respiratoria estremamente grave e difficile da trattare - ha spiegato il medico rianimatore Mauro Della Morte -, che spesso presenta complicazioni che coinvolgono altri organi, ad esempio il sistema cardiocircolatorio e l'apparato renale, quindi è necessario proteggersi rimanendo in casa≫. ≪I malati hanno un percorso difficile - ha aggiunto il medico infettivologo Chiara Rebucci -, vanno costantemente monitorati e possono aggravarsi. Ci sono pazienti che evolvono in modo positivo e che guariscono, ma ad oggi sono più quelli che ricoveriamo che quelli che guariscono. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma abbiamo bisogno che la gente ci aiuti adeguandosi alle restrizioni per ridurre al minimo le possibilità di contagio≫. ≪Abbiamo cambiato attività a 130 infermieri e a 60 operatori sociosanitari che sono stati formati per lavorare nei reparti covid-19 - ha concluso Tonino Trinca Colonel, dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche -. Hanno accettato la sfida e si sono messi in gioco cambiando modalità di assistenza: si tratta di una patologia con necessità di isolamento quindi gli operatori seguono pazienti che cercano uno sguardo di conforto in chi li assiste≫.

Giornate che si susseguono purtroppo l'una uguale all'altra dall'inizio dell'emergenza, pazienti che aumentano, sforzi organizzativi che si intensificano e lo straordinario lavoro svolto da medici, infermieri e operatori sociosanitari: ≪L'impegno del nostro personale per far fronte all'emergenza è encomiabile - sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -, a fronte della sconcertante superficialità di tante persone che ancora non hanno compreso la gravità della situazione e non rinunciano alle abitudini di sempre, mettendo a rischio se stessi e chi hanno intorno. Non ci sono più giustificazioni: bisogna rimanere in casa e osservare scrupolosamente tutte le prescrizioni, cambiare abitudini e impegnarsi tutti insieme per uscire da questo incubo≫.

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