Olimpiadi 2026: da Poschiavo un altro no per aprire il Passo della Forcola in inverno

Dopo le Autorità grigionesi anche le associazioni si schierano contrarie alla richiesta di Regione Lombardia e Livigno

In Valposchiavo non hanno nessuna intenzione di aprire il Passo della Forcola durante le Olimpiadi invernali che si terranno nel 2026 a Livigno. Nonostante i proclami della primavera scorsa, quando l'assessore regionale Massimo Sertori aveva annunciato di aver ricevuto garanzie da parte delle autorità del Canton Grigioni (in parte successivamente smentite dagli svizzeri), ecco che nei giorni scorsi si è riaperto il dibattito grazie ad una lettera scritta dal Comitato poschiavino Tivas (Traffico intelligente in valle per un ambiente sostenibile) ed indirizzata alla Regione grigionese e al Consiglio comunale di Poschiavo.

«Da oltre 5 anni cerchiamo di sensibilizzare in merito alle problematiche serie causate dal traffico estivo da e per Livigno che sempre più mostra di relegare la nostra Valle a misero corridoio di transito – si legge nella lettera di Tivas -. Molti credevano sussistesse qualche accordo che obbligasse i valposchiavini a pagare uno scotto, soggiacendo alla pressione di un traffico di transito invadente che è solo un onere economico e ambientale. Beh, non è così».

La proposta del sindaco livignasco

È di un paio di settimane fa la proposta, avanza dal sindaco di Livigno DAmiano Bormolini, di "barattare" con la Val Poschiavo l'apertura invernale della Forcola con una condivisione ampia di posti letto. Secca a tal proposito la risposta del movimento poschiavino.

«Purtroppo, con l’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi olimpici invernali 2026, le pretese di Livigno sull’apertura della Forcola si sono riaccese, puntando ad un accesso permanente. Bormolini si fa avanti con un’offerta di letti, una sorta di scambio. In senso commerciale, ci sta. Non siamo però al mercato. Il punto è che qui stiamo parlando di ben altro che di pernottamenti. Riteniamo fuori luogo la richiesta che non pone le basi minime per sedersi a un tavolo, come vorrebbe Bormolini».

«Comprendiamo l’entusiasmo dei livignaschi che vedono nuove opportunità di lucro – prosegue la missiva -. Seppure noi grigionesi le Olimpiadi 2026 a Davos/St. Moritz le abbiamo rifiutate, ci complimentiamo con gli amministratori di Milano-Cortina per il risultato. Ma questo non sposta di una virgola la questione della Forcola e del corridoio di transito».

Infine il riferimento alla posizione ufficiale già presa dalla autorità grigionesi in primavera. «Non v’è alcuna intenzione d’investire sulla tratta, poco richiesta dai cittadini svizzeri in generale e dai grigionesi in particolare. Si tratta di una strada angusta di carattere alquanto pericoloso, a causa della tortuosità, delle condizioni meteo e dei ripidi fianchi, sempre a rischio valanghe nel periodo invernale. L’investimento sarebbe di per sé un’assurdità economica e tecnica. Noi di Tivas rammentiamo una volta di più che nei costi inerenti l’inauspicata eventualità non vanno inclusi solo gli sforzi tecnici viabilistici, ma anche le ricadute del traffico sulla Valle. A quasi tutti i valposchiavini è da lunghi anni ormai del tutto evidente che il transito è solo un grande onere economico e ambientale, non apportando alcun vantaggio».

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